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Il
Galateo è un insieme di regole che ha come scopo finale l'instillazione
nell'apprendista gentiluomo (o gentildonna) di una perfetta etichetta
di comportamento da tenere in ogni occasione, come per esempio a tavola.
Soprattutto in questo caso tali regole sono giudicate oggi così cervellotiche
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complicate che risulta difficile capire come qualcuno possa averle ideate. Eppure questi modi di fare hanno una
lunga storia: sono stati consacrati nel primo libro "ufficiale" scritto
da monsignor Della Casa per il figlio di un nobile. Tale giovane
si chiamava proprio Galateo. Gomiti: Era la prima imposizione che le nonne di una volta impartivano ai nipotini indisciplinati: giù i gomiti mentre si mangia! Sulla tavola si tengono solo le mani fino ai polsi. Il motivo ce lo può illustrare un libretto del 1780 rivolto ai bambini: "Non si dovrebbero tenere le mani sul piatto e neppure appoggiarsi con i gomiti alla tavola, che è uso proprio di gente malata o dei vecchi!". Ma non tutti sanno che i gomiti devono rimanere accostati al corpo anche quando si beve, perlomeno per evitare di sentirsi accusare di "alzare il gomito", ossia di eccedere nel bere. |
Quando si mangia: I chiaccheroni dovrebbero ricordarsi che i piatti si sostituiscono ad ogni cambio di portata, ma solo quando tutti hanno terminato di mangiare! Chi ama dilungarsi in monologhi dovrebbe prima informarsi se il padrone di casa è un rigido osservatore dell'etichetta: potrebbe rischiare infatti di costringere tutti i commensali a lunghe ed inspiegabili attese... Quando si beve. Il vino, anche quando ci piace molto, non dovrebbe mai riempire più dei tre quarti del bicchiere. Qualora non ne desiderassimo più, è sufficiente per il padrone di casa educato ravvisare un pacato gesto di diniego della nostra mano. Vino e acqua non si devono mischiare, ma bere separatamente e senza alzare il mignolo, gesto in cui molti vedono, in maniera del tutto immotivata, una sciccheria. A tavola, in generale: Una tavola apparecchiata secondo tutti i crismi non porta traccia di portacenere e stuzzicadenti. L'assenza del primo si spiega con il fatto che il fumo a tavola è decisamente vietato. Una concessione potrebbe venire dalla padrona di casa, ma solo al termine del pranzo. L'accendino o il fiammifero si porge già acceso a non più di due persone, ma questo per motivazioni essenzialmente...scaramantiche! Per gli stuzzicadenti la questione è più sottile...Non tutti forse sanno infatti che per il Galateo tali accessori, ufficialmente, non esistono! Quindi non trovano posto sulla tavola né vanno richiesti al cameriere o alla padrona di casa. In pubblico non dovrebbero essere mai utilizzati, né durante il pasto, né dopo, neppure mettendo la mano davanti alla bocca. Chi ne avesse proprio bisogno lo potrà fare solo appartandosi nella toilette. D'altra parte mettereste a tavola lo spazzolino da denti che peraltro ufficialmente esiste, ma solo nell'intimità? |
Come si apparecchia una tavola: Una tavola ben apparecchiata e' indice di raffinatezza e di buona educazione e dimostra inoltre, l'attenzione e la cura che i padroni di casa hanno verso gli ospiti. La tavola deve essere grande abbastanza, in modo che i commensali siano a proprio agio. Ma non deve neppure essere troppo grande, con distanze eccessive tra un invitato e l'altro, perche' questo potrebbe raffreddare la conversazione. In pratica il numero dei commensali e' proporzionale alle dimensioni della tavola, rotonda, ovale, rettangolare o quadrata che sia. Prima di mettere la tovaglia bisognerebbe coprire il tavolo con un mollettone per proteggerlo dal calore e per attutire il rumore di piatti e bicchieri. La tovaglia può essere di lino, di cotone, a disegni o in tinta unita, come si preferisce: l'importante e' che sia adatta per il genere di ricevimento, più o meno elegante, e che si accordi con i piatti. Al posto della tovaglia si possono usare le tovagliette all'americana, una per ogni commensale. Per questo tipo di servizio bisogna avere un bel tavolo e dato che il pericolo di rovinarlo e' molto maggiore rispetto a quando lo si copre con mollettone e tovaglia, ecco che molti padroni di casa rinunciano a queste tovagliette individuali. Anche se ne esistono di molto eleganti e' preferibile utilizzarle per occasioni informali, in famiglia o tra amici e, soprattutto, solo a colazione, mai a pranzo. Per abbellire la tavola un centrotavola sarà di sicuro effetto. Le composizioni di fiori o di frutta disposti artisticamente vanno bene su qualsiasi tavola, mentre per una serata particolarmente romantica e raffinata una coppia di candelieri e' l'ideale. Nella scelta del centrotavola occorre fare attenzione ad alcuni particolari: le composizioni devono essere basse e poco ingombranti per non ostacolare i movimenti e non impedire la vista ai commensali, e i candelabri devono essere alti, in modo che la fiamma ondeggiante non sia allo stesso livello degli occhi. I piatti, posati su sottopiatti o direttamente sulla tovaglia, si dispongono ad uguale distanza l'uno dall'altro. Se sono decorati con disegni, fregi, stemmi, questi devono essere rivolti verso il bordo del tavolo, in modo che la persona seduta possa vederli nella loro corretta posizione. Quando il servizio e' effettuato da uno o più camerieri si apparecchia un solo piatto - a pranzo se c'e' la minestra in brodo si mettono anche i piatti fondi o le tazze per il consomme' - e i camerieri provvedono a cambiare i piatti per le altre portate. Quando invece non c'e' servizio, si possono apparecchiare fino a tre piatti, per l'antipasto, il primo e il secondo. Gli altri saranno a portata di mano su un tavolino o su un carrello. Ovviamente il numero di piatti necessari varia a seconda delle portate del menu (vedi Menu), e lo stesso vale per le posate. La loro posizione e' comunque fissa: alla sinistra del piatto le forchette, nell'ordine quella normale e quella da pesce; alla destra i coltelli, normale e da pesce, con la lama rivolta verso il piatto, e il cucchiaio da minestra. Le posate, da dessert si dispongono orizzontalmente davanti al piatto, la forchetta con il manico volto verso sinistra e il cucchiaio verso destra. Tra i due può essere inserito anche il coltello da frutta nello stesso senso del cucchiaino. Oggi non si usa più apparecchiare le posate con i rebbi delle forchette e l'incavo del cucchiaio all'ingiu'. Un tempo invece questa disposizione era di regola per mostrare le cifre incise sulle posate. I bicchieri vanno messi leggermente a destra del piatto davanti al coltello. Devono essere almeno due, uno per l'acqua più grande e, alla sua destra, uno per il vino più piccolo. Se poi si servono più vini il numero dei bicchieri aumenta, ma vanno sempre posti a destra di quello per l'acqua. Il tovagliolo si posa sul piatto o a fianco delle posate: alcuni lo mettono a destra, altri a sinistra. Per pranzi non molto importanti può anche essere piegato artisticamente e infilato in un bicchiere. Davanti ad ogni coperto a volte si mette un cartellino con il nome del commensale. L' uso dei segnaposto e' consigliabile soprattutto quando gli invitati sono numerosi. Il pane viene portato a tavola in appositi cestini portapane. A volte, anche se in Italia non e' molto frequente, si apparecchiano dei piattini per il pane, a sinistra del piatto davanti alle forchette. Sulla tavola non possono mancare sale e pepe. Per pranzi informali basta una sola saliera e un solo macinapepe, mentre nelle occasioni importanti viene apparecchiata una piccola saliera ed un portapepe accanto ad ogni posto o tra due piatti. Altri oggetti come la formaggera, le mezzelune da insalata, la salsiera o le coppette lavadita, vengono portati a tavola solo se e quando sono necessari. Tratto da "Il Grande Libro del Galateo - Editrice Orsa Maggiore |