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La
vendemmia e la vinificazione
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La
trasformazione dell'uva in vino e' un'operazione semplice a dirsi ma
abbastanza complicata e, soprattutto, molto delicata se si vuole ottenere
un prodotto di qualita'. Oggigiorno nei moderni stabilimenti enologici
la classica cantina e' stata
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sostituita da un vero e proprio laboratorio dove
ogni elemento deve essere sotto controllo
Per una perfetta vinificazione, infatti, e' necessario un locale idoneo che non soffra di sbalzi di temperatura tra l'estate e l'inverno e dove spesso l'ambiente e' termocondizionato. Inoltre e' necessario avere a disposizione attrezzature costose e una preparazione tecnica che anche gli specialisti di cantina "enologi" acquistano con il tempo sulla base delle esperienze vissute negli anni. La vinificazione e' un'operazione in cui le varie fasi vanno opportunamente programmate per tempo al fine di superare eventuali inconvenienti di fronte ai quali bisogna essere gia' preparati per evitare soluzioni affrettate che potrebbero poi rilevarsi come cause di un prodotto finito (vino) molto scadente. |
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Innanzitutto e' necessaria una minima
attrezzatura che va da una "botte" in acciaio almeno da 1000
litri. E' preferibile l'acciaio o piu' economicamente una vasca in
vetroresina per evitare
tutte quelle operazioni di manutenzione ed altro che una botte di legno
richiede durante tutto l'anno. Sono necessari, inoltre, una pigiatrice
a mano o elettrica (in questo caso meglio una pigiadiraspatrice), una
vasca in PVC per la raccolta del pigiato e un torchio.Necessita, infine,
una pompa per i vari travasi con filtro, un mostimetro e un termometro.
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Non deve mai mancare il metabisolfito
di potassio che puo' essere considerato nella vinificazione e nella
conservazione del vino come il sale in cucina.Detto
questo, la prima cosa da fare e' la vendemmia. Ovviamente e' opportuno
cercare di individuare il momento piu' idoneo per la raccolta dei
grappoli e questo oltre che dall'esperienza visiva, un aiuto ci puo'
essere dato dal mostimetro che, attraverso dei prelievi nell'arco
di pochi giorni successivi, ci indica il massimo del grado zuccherino
raggiunto dalle nostre uve. Tratto da: Pithecusa.com |