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Poi
magari ci si sono messe anche circostanze impreviste che hanno fatto
assottigliare i fondi destinati al viaggio più velocemente
di quanto pensassi. Però non sento questa decisione come una
frustrazione, ben lontano. L'esperienza di navigazione e di vita
fatta a partire dal novembre 2003, quando partii la prima volta, è stata
così ricca e pregnante che quasi quasi, a prescindere dai
motivi pratici detti prima, una pausa era quasi desiderabile. Sento
il bisogno di dare la possibilità a me stesso di elaborare
ciò che accaduto
in questo periodo chè è stato un tale torrente di esperienze,
incontri, luoghi, panorami, di miglia percorse sù e giù per
l'Atlantico, tutto si succedeva così rapidamente che non avevo
il tempo a volte di ragionarci, dovevo prendere atto e poi passare
ad altro.
Invece ora, a parte il visitare i luoghi dove farò scalo sulla
strada del ritorno, e già questo è un programma affascinante,
mi sta crescendo dentro l'aspettativa di ritrovare i miei affetti
e la mia terra che, prima non l'avrei creduto, mi manca e mi è mancata
tantissimo. Ho un grandissimo desiderio di vedere e parlare con gli
amici, di bere con loro un buon bicchiere di Cannonau e mangiare
i nostri buonissimi cibi, il nostro pane, che non ha eguali. E parlare.
Racconterò e mi racconteranno. La mia navigazione è ancora
lunga e impegnativa e l'affronterò con lo spirito e l'impegno
di sempre, ma mi sorride l'idea che ogni miglio fatto sarà un
miglio fatto verso casa.
A presto
Gian Biagio
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Dopo l'arrivo - Cagliari 19 settembre 2005
E' un lunedì mattina e sono passate più di
due settimane dal ritorno di Ulyxes a Cagliari. Questi giorni sono
passati così velocemente che non riesco quasi a capacitarmi.
Ancora mi vedo mentre penavo, col vento contrario anche se leggero
e non impegnativo, nella mia rotta di ritorno attraverso il Mediterraneo
e invece sono in realtà arrivato in porto, alla Lega Navale,
e passo i miei giorni in un continuo esercizio di ripasso dei gusti
e dei sapori della Sardegna, in compagnia dei miei amici e dei miei
familiari, e nel tentativo di riabituarmi alla vita che prima era
anche la mia e che ora mi è un pochino estranea. Vorrei cercare
di fare un poco il punto della mia situazione, capire che cosa desidero
davvero e in quale direzione devo andare. Ma per ora forse la cosa
migliore è non intestardirmi in esercizi mentali che mi paiono,
al momento, ancora ostici. Lascerò che il trascorrere dei
giorni chiarisca le idee così come la calma rischiara le acque
di un ruscello dopo un momento di intemperie. Però, se non
riesco a vedere con chiarezza nel futuro, sicuramente vedo molto
chiaro nel recente passato e nel presente di questi giorni. I sentimenti
che più risaltano nel tourbillon emotivo di questi giorni
sono la gratitudine e la gioia. Gratitudine perchè ho avuto
la fortuna di portare a termine un qualcosa che avevo tanto sognato
e che tante volte mi era sembrato difficile, se non addirittura impossibile,
da realizzare.
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