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Purtroppo l'ecoscandaglio non funziona e, man mano
che ci avviciniamo a terra, questa avaria diventa sempre più fonte
di ansia, se conoscessi la profondità del fondale sarei tanto
più tranquillo, comunque la carta nautica mi assicura che
siamo in tutta sicurezza e quindi procediamo verso terra. Quando
la luce rossa lampeggiante si fa più vicina e la situazione
sembra tranquilla, all'improvviso, appare un'altra luce rossa lampeggiante,
ohibò, e questo cosa significa? in un mondo notturno fatto
solo di luci, un'ambiguità come questa ti butta di colpo nell'incertezza
più profonda, quale delle due è all'estremità del
molo di sovraflutto di Cascais, che cosa e tra le due luci? acqua
o solita TERRA o solido CEMENTO? non si vede, ma non bisogna sbagliare,
l'istinto mi guida a far rotta intorno alla seconda luce lampeggiante
e, ancora all'improvviso, appare l'agognata luce verde che contrassegna
il molo di destra, ora la bocca del porto è inequivocabile,
procediamo col cuore leggero e ormeggiamo al molo di attesa con un
grande senso di soddisfazione per una cosa ben riuscita, speriamo
che vada sempre così.
P.S. Quando,
il giorno dopo, abbiamo lasciato Cascais per risalire il Tago, mi
sono rallegrato per aver preso la giusta decisione la sera prima:
la zona di mare compresa tra le due luci rosse lampeggianti è costellata
di scogli affioranti!!!
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Lisboa ovvero la Capitale: Maggio 25, 2004
Abbiamo lasciato Lisbona.
La discesa del Tago non è stata emozionante come la risalita
solo perchè mancava la novità dell'evento, i panorami
li avevamo già visti
una settimanaprima circa, erano quindi ancora freschi nella mente
e non potevano colpiretanto come la prima volta e allora preferiscoparlare
della risalita che èdurata solo poche ore ma che ore!
Innanzi tutto
devo dire che eravamo a Cascais e io ancora ero indeciso se risalire
o no. Il portolano era abbastanza allarmante circa le
correnti e i bassifondali; un inglese di nome Roger, incontrato a
Gibilterra, mi disse che lui non aveva voluto risalire perchè aveva
valutato la cosa un pò difficile. Nel tentativo di rassicurarmi
ho deciso di parlare della possibile risalita con il personale del
marina di Cascais e la risposta, lapidaria, è stata: "It's
not for all", che, interpretato
e tradotto in italico, suona pressapoco così: "lascia
perdere, non è per
te". La cosa da non trascurare è che io sono un modestissimo
navigante mediterraneo e le maree, le correnti, la navigazione negli
estuari li conosco solo per sentito dire. Ce n'era abbastanza per
rinunciare. Però è da
sempre che io voglio andare a Lisbona, non so dire precisamente perchè,
ma il fascino dei "
Descubritores" portoghesi, Enrico il Navigatore, la grande e
terribile popea coloniale, e, per venire ad oggi, i! fado e Amalia
Rodriguez, erano tutti dei buoni motivi per non perdere l'occasione.
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