Studio parola per parola le istruzioni del portolano, consulto le tavole di marea, pianifico in anticipo sulla carta tutti i movimenti e alle 13:30 lasciamo Cascais per trovarci alla bocca del Tago esattamente quando la marea cominciava a salire e la corrente porta "dentro". Che cosa mi si agitava dentro in quei momenti è facilmente intuibile, ansia, preoccupazione per la responsabilità che mi ero assunto nei confronti di Amalia e della barca, paura di aver sottovalutato le difficoltà, o di aver sbagliato qualcosa. A me è sempre accaduto che, nell'apprendere una procedimento o una materia nuova, la vera difficoltà non era capire gli elementi uno ad uno, sui libri essi sono in genere descritti anche troppo in dettaglio; no, il vero cimento era nel capire quale degli elementi era importante e quale lo era di meno. Quando li si legge su un libro sono tutti scritti con i medesimi caratteri, sembrano tutti su uno stesso livello di importanza e di difficoltà. La vera consiste proprio nel sapere dire che cosa è importante, che cosa lo è meno e che cosa non lo è per niente. Questa sapienza nasce dallo studio e dalla, essenziale, pratica; il primo lo si fa sui libri ma la seconda no, non può essere trasmessa in alcun modo, bisogna viverla. Certo, se la si vive con qualcuno esperto a fianco si rischia di meno e si evitano gli errori più comuni, ma non era il mio caso. Io ero solo con le mie letture e le mie tavole di marea e ... tanta voglia di provarci.

 

 

 

Così eccoci a percorrere le circa dieci miglia che ci separano dall'ingresso del fiume, ingresso che, nenche a dirlo, è segnato da due forti, sulla sinistra Forte Sao Joao, e a destra forte Bugio. Bisogna fare rotta per 110° da Cascais e questa ci porterà a metà strada sulla congiungente i due forti. Il panorama di Cascais e dell'area adiacente è carino ma niente di eccezionale, sono zone di alto sviluppo turistico cresciute su un tessuto più antico, quello sì molto bello, vedeste l'archit!ettura di Cascais, piena di riminiscenze mitteleuropee e di colore portoghese.A proposito di colore ancora non vi ho ancora parlato dell'"azul" (azzurro); è il colore principe nelle costruzioni urbane tradizionali portoghesi, è un bellissimo punto d'azzurro che viene usato per sottolineare particolari architettonici quali riquadri delle imposte, balconcini(tutti in ferro battuto, deliziosi),spigoli delle costruzioni ecc.
Esiste poi un particolare elemento decorativo, l' "azulejo", che, a dirla in parole povere, è un dipinto realizzato su mattonelle che vengono murate sulle facciate o intorno a particolari delle costruzioni.Quindi gli artisti, è sì perchè a volte si tratta veramente di arte, disegnavano le mattonelle una per una, con tratto azzurro su fondo bianco; queste mattonelle venivano naturalmente cotte al forno e poi risistemate sul muro
come un grande "puzzle" antelitteram.In questo modo hanno potuto rappresentare scene dalle più minute che appunto si possono trovare nelle abitazioni private,fino a quelle di carattere manieristico chiese, fontane e palazzi pubblici, un trionfo di dettagli, vesti

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