Oltre gli argini, in salita, uno snodarsi di vie e viuzze che, a percorrerle, sono una continua sorpresa, un ooh segue ad un altro oohh. Uno stretto vicoletto, sul quale si aprono direttamente le porte delle case o dei cortiletti , che mostra senza bigotta pudicizia panni lavati stesi ad asciugare, si apre su una piazza enorme e bellissima, dove si erge, in cima ad una altissima colonna, la statua ad Enrico il Navigatore che, almeno così vuole una tradizione appresa qui, nacque proprio ad Oporto.
Sulla grande piazza convergono strette stradine piene di umanità anche pittoresca, e grandi e importanti Ruas, sulle quali insistono palazzi la cui architettura ricorda molto quella del nord Europa, sembra di averli già visti a Parigi o a Monaco di Baviera. E questo è il vero motivo della sorpresa che si prova passeggiando per Porto, un contrasto unico tra gli angoli colorati e pieni di vita e i palazzi e i monumenti che restituiscono appieno il carattere internazionale e di crocevia dei commerci che Porto ha avuto in passato, e che, in parte, ha ancora oggi. Quale differenza con Lisbona! Porto ovvero una grande impressione di vitalità, Lisbona ovvero la nobiltà decaduta.A Porto, complici forse i prossimi campionati europei di "futbol", tutto è per aria, ci sono tante strade e piazze dove lavorano in centinaia fino a sera inoltrata per rendere la città ancora più bella. A Lisbona tutto, o per non essere ingenerosi, molto è per aria....e basta.

 

Il portolano, che dà succinte descrizioni delle città, definisce Lisbona leggermente " dilapidated" e tale

 

aggettivo, di immediata espressività ma non facilmente traducibile, si attaglia alla perfezione alla città. E' naturalmente ricca di ricordi del suo grande passato, ha delle zone veramente monumentali e di grande fascino ma, se la percorrete a piedi se lasciate l'area monumentale e entrate nel Barrio Alto, oppure in tutta la zona che fronteggia il porto, oppure, ancora, vi addentrate nel rione Alcàntara, beh, non potrete fare a meno di dispiacervi per l'aria di abbandono. Ho provato la stessa sensazione a Palermo. Le testimonianze di una grandezza passata sono ingloriosamente svillaneggiate dall'incuria dei contemporanei. Dovrebbe essere proibito. Un'ultima annotazione, in Portogallo a palesarsi come italiani c'è grande convenienza; ogni volta che ci è accaduto, cioè sempre, dato che non parlavamo la loro lingua e la nostra provenienza veniva subito dichiarata, l'atteggiamento dei locali era di grande simpatia e stima (sono forse gli unici al mondo, oltre a noi italiani,a comprare le auto Fiat); si danno un gran daffare per dare le informazioni richieste e per aiutare. A noi è accaduto un fatto davvero singolare che lo testimonia.Eravamo sul tram che unisce il porto al Centro Culturale di Belem, per la calca non eravamo riusciti ad avvicinarci al distributore dei biglietti per cui, noi italiani, stavamo viaggiando a Lisbona da "portoghesi". Ero sulle spine, già mi vedevo alle prese con un controllore che non poteva capire i miei farfugliamenti e che mi richiedeva i documenti, immaginavo la meschina figura che avremo fatto come individui e come italiani all'estero, immaginavo la salata multa che ci avrebbero fatta pagare.

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