Il primo nido l'abbiamo scoperto per caso, sembrava un grande cesto posato sulla sommità di un'alta colonna; aguzzando losguardo si è intravista la rotondità del cranio del volatile accovacciato dentro e abbiamo capito trattarsi appunto del un nido di una cicogna; poi guardando intorno, abbiamo visto molti altri grandi nidi, tutti posati sulla parte più alta dei vecchi edifici; sul frontale di un'antica chiesa ce ne erano addirittura due , uno per lato della croce centrale; una cicogna era all'impiedi ! Di fianco al suo nido, e devo dire che è proprio un uccello enorme, sembrava un frate nel suo saio. Io non so nulla delle cicogne, ma ho fantasticato per un pò sulla possibile vita di questi grandi volatori che, da veri intenditori, scelgono come loro abitazione solo edifici antichi e solenni, costruiscono il loro nido con rami e stoppie così abilmente aggiustati che, malgrado l'apparente casualità della loro disposizione, sono in grado di resistere ai venti che in questa regione imperversano con violenza nel periodo invernale ( e che non scherzano nemmeno in primavera, posso assicurarvelo). Ho immaginato che la stessa cicogna torni, anno dopo anno, allo stesso nido per deporre e covare le sue uova e, forse, quando essa diventa vecchia e la sua ultima migrazione si è compiuta, una delle piccole cicogne che sono nate in quel nido lo faccia suo, e lo adoperi a sua volta per covare le sue proprie uova e vi faccia nascere i propri figli. Così magari, ad una città di mattoni, edificata dagli uomini nel corso dei secoli, dove i figli succedono ai genitori nella casa di famiglia, potrebbe corrispondere, in una simmetria surreale, una città aerea, costruita da grandi uccelli, dove ancora i figli succedono ai genitori secondo un ritmo che è quello eterno della vita.

 

Da Almeria; Aprile 13, 2004

Siamo arrivati ad Almeria due giorni fa e siamo ormeggiati al Club de Mar dove, finalmente, si può stare senza spendere cifre esorbitanti per l'ormeggio, come invece è accaduto finora. La città è molto carina e ridente, la zona di fronte al porto si articola intorno ad una rambla di grande respiro, con larghissimi marciapiedi laterali mentre al centro c'è un'area pedonabile con un canale che scorre, interrotto da cascatelle e fontane in mezzo ad aiuole curatissime; sulla rambla si affacciano palazzi modernissimi e di grande disegno insieme a palazzi austeri come quello della Banca de Espagna, il tutto illuminato e colorato da bei negozi, ristoranti e quant'altro. La parte restante della città è invece come forse si può immaginare, stradine un pò strette che rispecchiano l'origine araba dell'attuale città, sovrastate da un imponente castello arabo, la Alcazaba; lo abbiamo visitato e, in qualità di cittadini UE, gratis, e vi posso dire che è valsa la pena di percorrere tutta l! La salita che conduce fin là, le mura merlate, i torrioni, le feritoie, i cannoni in ferro, la residenza dell'odalisca e tutto il resto fanno intuire un periodo di splendore dell'Islam. Una curiosità di questo castello moresco è che le mura e le difese non sono rivolte, come ci si potrebbe aspettare verso il mare da cui potrebbe venire un possibile attaccante e invasore, sono invece volte verso la terra chiarendo così che era l'invasore che difendeva le proprie conquiste dalla possibile reazione di coloro che quella terra già abitavano.

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