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E' vero, non è la terra, ma è una visione
di sogno che ora, col procedere della sera va man mano acquisendo
i colori del tramonto; nella parte sinistra, guardando direttamente
ad ovest, c'è una sottile lama rosso fuoco che dall'orizzonte
marino va alla grande distesa di nubi soprastanti; spostando lo sguardo
verso destra, verso nord, il colore passa al fucsia e poi al rosa
in maniera sfumata e quasi impercettibile, con delle striscioline
di un marroncino pastello, e sotto c'è un oceano che ha qui
il colore dell'a ell'azzurro quasi lattiginosa, così diversa
dal golfo di Biscaglia che abbiamo appena lasciato e dove l'oceano
era di un blu profondo. Non era terra, però, ai nostri sensi,
quello che stavamo vedendo era la fantastica materializzazione di
un castello incantato e chissà che le descrizioni di mondi
che nascono dalle acque in certe storie fantastiche e in certe fiabe
e leggende, non trovino la loro origine proprio in visioni come quella
che avevamo la fortuna di poter osservare.
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Carta nautica del canale della Manica, 1646,
Robert Dudley, inc.su rame.

Costa inglese da Portland a Plymouth nel
1588 : tratta
da Mariner's Mirrour di Lucas Waghenaer

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