Falmouth si mostra, adagiata sulla collina, una cittadina fatta di costruzioni basse, niente grattacieli e costruzioni moderne. Erriamo un pò all'interno del bacino portuale, io tengo d'occhio l'ecoscandaglio, è vero che la marea è alta ma il pericolo dei bassi fondali è sempre presente non appena si esce dalla zona dragata. Il marina, dove avevo pianificato di ormeggiare, era sconsolatamente pieno. Mi dirigo sull'altro marina che il portolano dà come sicuro perchè garantisce 2,5 metri di fondale, anche se una nota comunica candidamente e comicamente che il canale d'accesso è dragato a soli due metri, come dire che il garage per la vostra auto larga 1.80 metri è di ben tre metri ma, ahimè, l'ingresso è largo solo 1,5 metri. Però avevo in soccorso l'alta marea per cui accosto, e ormeggiamo Ulyxes di fianco ad un'altra barca già ormeggiata al pontile esterno del marina. E sì, questa è la prima novità, qui in Inghilterra il "rafting up", e cioè l'ormeggiare affiancandosi ad un'altra barca, fino a fare pacchetti di cinque(!) barche, è la norma nel periodo estivo, i posti nei marina sono evidentemente pochi rispetto....(?). Paese che vai, usanza che trovi. Dopo aver ultimato l'ormeggio ci godiamo il paesaggio che, va detto senza paura di esagerare, era bello oltre ogni aspettativa. Il fronte del porto è costituito da costruzioni d'epoca che, al tempo della marineria a vela, erano adibite alle attività portuali.

Le strade strette partono praticamente dalle banchine e si inerpicano tra le case, sù per la collina. I tetti in pietra nera, le finestre e le vetrate, le auto con guida a destra,

 

 

l'odore di fish and chips per le strade, i negozi di "Antiques", il vestire bizzarro o, a volte, britannicamente kitch, delle persone per la strada, il gran numero di pubs, tutto disegna un acquerello "Old England" che è davvero molto originale e all'altezza delle aspettative. L'accoglienza presso il marina è molto gradevole. Molly, la responsabile, ci saluta come la seconda barca italiana a presentarsi al marina da quando esso è stato costruito; si mostra molto gentile e quando le comunico la possibilità che noi sverniamo in Inghilterra, si mostra sinceramente interessata ad aiutarci. Amalia sostiene, maliziosamente, che lei senta il fascino dello skipper latino mentre io credo che lo faccia per professionalità. Certo che, malgrado l'evidente simpatia, neppure lei può fare sconti e i circa 30 euro al giorno (ohibò) per l'ormeggio vanno pagati, per un marina invero molto dimesso. Comunque, trascorso il primo momento in cui forte è stato l'impatto della novità, siamo passati alla parte che più ci interessava in quel momento, e cioè come realizzare il nostro desiderio di continuare l'avventura verso il nord. Era chiaro che il nostro bilancio non ci permetteva di fare i villeggianti per tanti mesi. Ci saremmo messi alla ricerca di qualche lavoro, anche part time, per arrotondare; sia io che Amalia ci sappiamo adattare. Intanto veniamo a contatto con i prezzi dei beni che servono alla vita di tutti i giorni e questo è un vero colpo al cuore, quasi tutto è esageratamente caro.

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