Ritorno alle Azzorre - Luglio 21, 2004

Siamo così ormeggiati nel marina di Angra do Heroismo Capitale di Terceira, è molto bello e nuovo, l'hanno inaugurato appena lo scorso mese. Magari in un'altra occasione parlerò in maniera sistematica e tecnica della traversata che ha portato Ulyxes dalle sponde un pò ingrate della, nonostante tutto amata, Inghilterra, a quelle così diverse e grondanti di carnale bellezza delle isole Azzorre. Ma ora, anche sull'onda di uno straripante entusiasmo per questo luogo, che da due giorni ci soprafà con una valanga di emozioni e di sensazioni fisiche dimenticate in questi ultimi mesi, voglio tentare di dare una specie di istantanea che serva a fermare l'attimo irripetibile.

***

E' il 17 di luglio, sono le cinque del mattino, da una ventina di ore siamo alla cappa a circa 120 miglia di distanza da Terceira, a causa di un indesiderabile e odioso vento da SE che ci ha impedito di proseguire pe la nostra agognata destinazione. Il vento si è finalmente quietato, il mare si sta man mano calmando, e si può accendere il motore con rotta 240° verso Terceira. Passano pochi minuti e il vento, prima timidamente e poi con forza, si affaccia da NNE. In un attimo le vele vanno sù, Scipio, regolato inizialmente con un pò di fatica, si mette poi a lavorare e, instancabilmente, comincia a guidare la rotta di Ulyxes in una cavalcata sulle onde,

 

 

che cominciano a formarsi sotto l'azione costante del vento e che, gradatamente, assumono una rispettabile altezza; ma sono quasi di poppa, non disturbano, anzi, sembra che ogni onda più grande dia un impulso alla magnifica andatura che Ulyxes sa assumere con questi venti; andiamo sui sei nodi con velatura ridotta per evitare di arrivare ad Angra nel cuore della notte, voglio arrivarci nella gloria della luce perchè assaporo già quello che la vista delle coste prossime ci farà provare. La giornata è una corsa continua, senza pause, lungo quella che sembra una strada vera e propria tracciata in maniera invisibile nell'uniformità ondosa della superficie dell'Oceano. Le miglia diminuiscono velocemente, quando tende ad andare sui sette nodi, riduco ancora la velatura, Ulyxes ha fretta di arrivare, anche lei forse è un pò affaticata, sono due le settimane di mare passate tra sventolate e calme snervanti. Però io la devo tenere a freno, questo ritorno alle latitudini che mi sono familiari deve avvenire godendo di ogni attimo e di ogni panorama, voglio la luce del sole quando le coste di Terceira cominceranno ad apparire. La notte trascorre insonne. Potrei anche dormire, Amalia fa la guardia e Scipio mantiene la rotta, ma non riesco. Sto tornando alle isole Azzorre dopo sei anni. Ma allora era un altro Gian Biagio quello che lottava per approntare una barcaccia alla traversata fino a Cagliari in tempo, prima delle burrasche autunnali. La mia vita in quel momento era in uno dei suoi momenti più bassi, tutto sembrava congiurare per rendere ogni giorno peggiore di quello che l'aveva preceduto. Più lottavo, più ci davo dentro e più la mia vita diventava difficile.

| precedente | indice | successiva |