Da Plymouth a Terceira - Agosto 09,2004

La partenza è fissata per domani...... il tempo è brutto con pioggia quasi continua, è difficile anche spostarsi dalla barca verso il supermercato per fare le ultime provviste; questa traversata, che dovrebbe durare dai 12 ai 15 giorni, richiede una quantità di cibi freschi superiore al solito. E' la prima traversata di una certa lunghezza che Ulyxes e il suo equipaggio affrontano dalla partenza da Cagliari. Per me ci sono i soliti preparativi ma c'è anche un' ansia diversa dal solito, forse sarà la superstizione del marinaio. Superstizione del marinaio fino ad ora a me sconosciuta per due motivi. Prima di tutto perchè in verità io ero un pilota, il marinaio è venuto dopo, non come passione magari, che è antica quanto me, ma come mentalità certamente sì. Secondo perchè io sono un positivista e la superstizione non mi è familiare. Però, devo ammetterlo, da quando ho scelto di vivere in barca guardo il mare con le sue onde, il cielo con le sue nuvole, ascolto il soffio del vento e il mio stato d'animo è diverso da prima. Questi elementi naturali sono divenuti una presenza immanente. Oltre l'onda, la nube, il fischio del vento, sembra di cogliere una presenza trascendente, la Natura forse ha una Sua volontà, i nostri pensieri e desideri non possono influenzarLa ma possono ascoltarLa, il pensiero non può mai anticipare la conoscenza di quello che avverrà, ma quando l'Evento si è realizzato sembra di poter dire che esso era già là, prossimo a diventare esperienza di vita, era solo questione di attendere il trascorrere del tempo dovuto.

 

La Natura ha un suo filo imperscrutabile e allora, come l'uomo del passato leggeva i suoi sogni, osservava le viscere di animali sacrificati, paventava le ire di dei potenti e capricciosi, ora posso guardare il mare, il cielo, ascoltare il vento, cercare di percepire il loro divenire e volontà per meglio attrezzarmi a reggerne l'impeto, senza vergogna di ammettere che ho timore della loro furia e che, pur preparandomi al peggio, li imploro di essere clementi con me e la mia barchetta.

Non potrò mai conoscere prima ciò che avverrà poi a me, alla mia barca, al mio equipaggio, però, ascoltando la natura, posso preparare me stesso, la barca, l'equipaggio a coesistere con essa, cercando di attenuare gli effetti della sua stupefacente potenza. Ma poi perchè parlo di superstizione da marinaio? Quando abbiamo lasciato La Coruna, gli amici conosciuti in quella città ci hanno salutato con molti e diversi auguri, più o meno enfatici. Uno di loro mi ha detto, senza orpelli e con grande semplicità: "Buena travessia", si riferiva naturalmente alla traversata del Golfo di Biscaglia e, dalla sua conoscenza dei paraggi, nasceva il suo grande senso di rispetto e umiltà di fronte a ciò che Biscaglia può significare per il navigante che lo attraversa.

 

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