Da Ulyxes4: Settembre 19, 2004

"Obrigado" significa, in una forma veramente espressiva, "grazie" in portoghese e, dopo aver lasciato le isole Azzorre, questo è ciò che sento di dire: "obrigado".
Se dovessi sintetizzare in un unico pensiero i miei sentimenti verso queste isole sperdute nell'Atlantico direi: voglio tornarci presto. Altrove ho parlato di che cosa mi ha suscitato il tornare a Terceira dopo circa sei anni; quei sentimenti erano certo in parte dovuti ai miei vissuti personali ma c'era anche, forte, l'influenza di questa terra così particolare.
Particolare già dal modo di arrivarci, bisogna attraversare molte centinaia di miglia di oceano e, venendo, come noi, dalla Manica, un oceano non sempre tranquillizzante (ma nel nostro caso non possiamo lamentarci, è stato benigno).Quest'oceano ha richiesto oltre due settimane per essere percorso, ogni giorno di navigazione faceva crescere dentro di noi il vero significato dell'insularità, ad ogni miglio percorso sapevamo di allontanarci sempre di più dall'Europa continentale, inesorabilmente il porto di partenza si faceva sempre più irraggiungibile e fuori dalla portata di un ipotetico ripensamento .Queste isole, popolate dall'uomo solo a partire dal XV secolo, sono dei sassi lanciati quasi a caso da un gigante primordiale, ma quei sassi si sono trasformati in gemme, in verdi smeraldi, che escono dal profondissimo blu del grande oceano e dove il senso dello spazio e del tempo sono modificati e trasformati dalla consapevolezza che chi vive su di esse è realmente isolato dal resto del mondo.

 

La natura che abbiamo visto sia a Terceira che a S.Miguel, gemma tra le gemme, è così bella e coinvolgente da togliere il fiato.
L'origine vulcanica delle isole è l'elemento che, forgiato dalle forze di trasformazione del vento e delle acque, dà loro un carattere così unico. Le coste sono spesso a picco sul mare e creano paesaggi drammatici, imponenti, davanti ai quali si può solo osservare in silenzio perchè chi parla è la natura. E parla il linguaggio della furia dell'oceano che, dalla notte dei tempi, da quando nessuno era qui ad osservarlo, si accanisce contro queste rocce nere che sono, anche esse, il frutto del parossismo della natura, il prodotto dell' esplosione delle forze interne del nostro pianeta .E, per una estensione di tempo che la mente umana non può contenere, la furia dell'oceano ha distrutto e la furia della terra ha riedificato, perchè noi potessimo oggi ammirare in silenzio, non solo la bellezza, che è elemento relativo e opinabile, ma la potenza della natura che ci circonda.
Che fine misera farebbe l'arroganza umana se, collettivamente e non solo a livello individuale, riuscissimo a proporzionarci e ridimensionare noi stessi e i nostri problemi di fronte alla grandezza di una natura come questa.

 

 

| precedente | indice | successiva |