Gli
occupanti, tutti turisti, probabilmente sono lì anche
per tentare di percepire qualcuno degli stati d'animo che albergavano
nei cuori
dei coraggiosi navigatori di cinque secoli fa. Naturalmente poco
si può dire sulla rispondenza della riproduzione con la nave
originale, dato che le notizie relative a quest'ultima sono scarsissime;
però vi assicuro che il passare di questa immagine di tempi
lontanissini, con le sue vele con croce rossa e sentire i tocchi
della campana, ha un grande potere evocativo, e non si può non
ammirare la tempra di chi si affidava a trabiccoli di questo genere
per andare verso un ignoto carico di pericoli. Questa iniziativa
bene esemplifica, secondo me, la realtà di Madeira, un'isola,
peraltro bellissima e affascinante, dove il turismo è la base
dell'economia ma, e questo lo dico pensando ad altre realtà,
anche nostrane, lo è in una maniera così elegante e
ben fatta, senza esagerazioni becere, da non essere assolutamente
fastidiosa. Cioè il turismo non sembra aver sopraffatto il
carattere originario dell'isola e dei suoi (?..)i in buona armonia.
Un esempio di questa convivenza è dato
dal caratteristico mercato dei Lavradores, è un mercato popolare
coloratissimo, dove gli abitanti di Funchal vanno a fare la spesa
normalmente, mescolati in mezzo a frotte di turisti che invece non
fanno altro che fotografare i frutti esotici, i fiori fantastici,
i pesci così diversi da quelli ai quali siamo abituati. Le
due diverse umanità si mischiano continuamente senza disturbarsi,
ognuna intenta a fare la proprio attività, per così dire,
d'istituto.