A casa è più facile, in barca meno - Ottobre 08, 2004

E' un fatto del tutto naturale e scontato che gli esseri viventi appunto vivono perchè assumono dei principi nutritivi vari, li elaborano nei modi più diversi e, alla fine, tutti, ma dico tutti, si liberano degli ultimi metaboliti nelle forme più fantasiose. Nel caso degli animali è molto frequente che il soggetto assuma del cibo, più o meno buono, con l'apparato buccale e, dopo un certo tempo, si liberi dei suddetti metaboliti attraverso appositi orifizi all'uopo predisposti. Naturalmente quello che accade di questi rifiuti non è più affare del suo produttore, una volta abbandonati, seguono una loro via di smaltimento naturale. Tutto questo funziona benissimo in foresta, il rapporto tra cacca prodotta e spazio disponibile è tale che difficilmente un animale, mettiamo un cinghiale, nella sua corsa vada a pestare il metabolita molle e fumante prodotto da un suo simile a conclusione di una sessione digestiva, dovrebbe essere proprio sfortunato e, in fondo, probabilmente non è che gliene possa importare poi tanto. Concetti simili si possono applicare alle specie di "Homo" che si sono arrangiate a frequentare questo pianeta. Che problemi volete che avessero i neandertaliani a liberarsi dei risultati finali della loro alimentazione, peraltro molto scarsa, per cui poca doveva essere anche la cacca prodotta; forse magari qualche parola irripetibile poteva anche scappare al cacciatore che, rientrando al buio, nei pressi dell'accampamento pestasse qualcosa di consistenza inconfondibile, ma tutto finiva probabilmente lì.

 

 

Le cose cambiarono quando l'Homo, divenuto nel frattempo "Sapiens", ha deciso di vivere in agglomerati di tante abitazioni vicine. Inizialmente, non avendo cambiato le abitudini relative all'andar di corpo, ha pensato bene che poteva sopravvivere solo desensibilizzando il proprio olfatto, che divenne così quella povera cosa che abbiamo oggi. Ma poi, con l'aumentare della popolazione anche questa misura si rivelò insoddisfacente, il bestiame, che viveva allora insieme agli umani e che aveva l'olfatto potentissimo di sempre, ne soffriva, le galline non facevano più uova, non nascevano più porcellini e c'era minaccia di carestia. Era necessario rimediare. Dopo un lungo processo di miglioramenti successivi, la specie umana ha finito col disporre di un oggetto, spesso bianco, di forma inconfondibile, disponibile in apposito locale, e il cui nome va dal poco raffinato "cesso", all'esterofilo "w.c"., all'asettico e talvolta irrispettoso "gabinetto"( chi non ricorda il Gabinetto Depretis o Nitti della nostra storia patria), per finire nella "tazza" ancora più ambigua e fonte di possibili e imbarazzanti equivoci lessicali. Insomma ogni casa ha ormai il suo e, dopo innumerevoli esperimenti, malfunzionamenti e occlusioni, ora siamo arrivati ad un aggeggio che funziona in modo soddisfacente. La forma è anatomicamente adatta allo scopo, i tubi hanno un diametro generoso per cui anche il campione mondiale degli stitici, quando finalmente riesce ad estrisencarsi, non deve temere imbarazzanti fenomeni di rifiuto da parte dell'oggetto a cui alludiamo.

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