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Nel mio caso ho lasciato Las Palmas che il vento e
il mare erano abbastanza buoni e maneggevoli e quindi mi sono potuto
concentrare sulla condotta della barca e sul riprendere dimestichezza
col mare, riacquistare insomma il "piede marino" che, nell'arco
di alcuni mesi si perde inevitabilmente. Inoltre facevo una grandissima
fatica a farmi calare dentro lo status di solitario, le abitudini
sono dure a morire, per cui facevo tante cose come se Amalia fosse
stata presente e il realizzare che ero solo mi dava ogni volta una
stretta allo stomaco e al cuore.
Comunque, in qualche modo il primo giorno è passato, il progresso,
seppur lento, era costante, io non riuscivo ad impegnarmi a fare
andare la barca velocemente, mi sentivo stanco, ero reticente a dare
tutta la vela possibile perchè sentivo che, se il vento fosse
rinforzato e avessi avuto bisogno di ridurre la velatura con rapidità,
avrei avuto molte difficoltà e sarebbe stato estremamente
faticoso. Tra le altre cose sentivo che la gamba destra, quella pazzerella
che tanto mi ha fatto soffrire in dicembre, era affaticata (chissà se
tornerà mai come prima, forse alla mia età queste cose,
una volta compromesse, non si aggiustano più), e non volevo
darle scuse per rimettermi al tappeto.
Arriviamo quindi alla notte del secondo giorno, il 10. Il vento era
dato in arrivo da Sud (ovvero contrario alla mia rotta) e invece
arriva una fresca brezza da NE, favorevole quindi che, con vele ridotte
mi faceva filare bene, a oltre 6 nodi e in rotta. Nel pomeriggio
dell'11 il giornale di bordo riporta la notazione:
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- 11 febbraio, 13:35 UTC, rotta 240°, barometro 1017, brezza
F6 da NE
Dopo questa nota la successiva è del giorno dopo, 12 febbraio
14:00 UTC! praticamente per 24 ore non ero stato in grado di scrivere
alcunchè per la situazione che si era creata dopo quella nota
dell'undici. Vado quindi a memoria, ma certe cose, chissà comè,
restano bene impresse, anche senza l'aiuto di note scritte. Nel pomeriggio
dell'undici il vento, che era stato sin dalla mattina un Forza 5/6
inizia a crescere e si porta verso un F7 che, forte delle previsioni,
immaginavo non dovesse durare. Avevo sù la sola trinchetta,
una vela che sembra fatta di lamiera, tanto è robusta, Ulyxes
andava veloce e il mare ancora era perfettamente accettabile, Scipio
faceva il suo dovere mentre Sancho (l'infaticabile generatore eolico,
nel centenario di Don Chisciotte il nomignolo era d'obbligo) caricava
le batterie a tutta birra. Tra l'altro Scipio aveva avuto un trattamento
di riguardo e tutte le sue cimette di comando erano state sostituite
con delle altre nuove di pacca comprate a Las Palmas (ahaaa, negoziante
biricchino, se ti riacchiappo!). Quindi,tutto sommato, non andavo
poi tanto male, il movimento della barca era sì un tantino
selvaggio, era difficile muoversi senza sbattere da qualche parte( sono ancora
pieno di lividi ed escoriazioni), col vento al giardinetto e con la sola trinchetta
il rollio era spettacolare. Verso le 23 il vento incrementa ancora, oramai il
mare è molto formato, le onde, anche se non ancora preoccupanti
si erano fatte imponenti,io con la pila dò una controllata
alla poppa,
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