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E' il 10 di marzo, sono circa le dieci del mattino.
La giornata è splendida con un oceano tranquillo e il cielo
di un bellissimo azzurro. La notte è trascorsa tranquillamente
e l'umore è ottimo, manca omai poco all'arrivo. Il vento è intorno
ai 10-15 nodi da NE e, finalmente, dopo tanti giorni trascorsi
a fare esattamente rotta ovest, rimanendo tra i 12° e i 13° di
latitudine, posso dirigere per 290°, verso il canale tra le
isole di S.Lucia e Martinica; ancora non ho deciso dove approdare,
mi piacerebbe entrare a Rodney Bay, in S.Lucia, però ho
delle notizie non rassicuranti sulla sicurezza personale, sono
in attesa di ulteriori conferme. Certo che è un peccato,
fare tante miglia di oceano e poi, una volta vicini di nuovo alla
cosidetta civiltà, dover fare i conti con le cattive intenzioni
e inclinazioni di una, sicuramente minoritaria, parte di umanità che
non esita a compiere azioni delittuose per impadronirsi di qualcosa
che appartiene ad altri, e lo fa senza pietà alcuna per
le eventuali vittime. Questo pensiero mi disturba moltissimo, posso
accettare i rischi che la natura può riservarmi quando decido
di mettermi in mare, non riesco ad accettare i rischi di cattivi
incontri con altri pretesi esseri umani. Ma tant'è, non
posso fare molto se non cercare di evitare di trovarmi laddove
i pericoli di questo genere sono segnalati. Erano questi i pensieri
mentre, a circa un centinaio di miglia ad est di Barbados, stavo
alando sulla drizza della randa, dopo quasi venti giorni che non
la usavo.
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Vicino all'albero, mentre lavoro sul verricello
e guardo la mia bella vela salire, noto, con grandissimo piacere,
una imbarcazione
lontana, sulla mia dritta. Non è una nave, è un peschereccio,
a circa due miglia da me, che naviga con rotta quasi opposta alla
mia. E' la prima imbarcazione di piccole dimensioni, dove si possono
vedere anche delle figurine che si muovono sul ponte, avvistata sin
dalla partenza. Passa qualche minuto e osservo che il peschereccio
ha invertito la rotta, ora si muove convergendo lentamente verso
Uly coincidenza. Siamo in mezzo al nulla, non facciamo quasi in tempo
ad avvistarci e loro cambiano direzione e convergono, in maniera
quasi impercettibile verso di me. Naturalmente non stacco gli occhi
dal peschereccio, prima gioivo per questa presenza umana dopo tanta
solitudine, ora mi disturba l'idea che potrebbero avvicinarsi a me
in mezzo al deserto dell'oceano, senza una apparente ragione. Perchè,
mi chiedo, hanno invertito la rotta? Controllo la carta nautica,
magari siamo in una zona di ridotta profondità, dove loro
forse possono sperare di pescare bene e quindi manovrano in modo
da stare all'interno dell'area. Cerco di controllare col binocolo
l'attività a bordo, vorrei sapere se hanno fuori gli attrezzi
per la pesca. Purtroppo Ulyxes rolla quanto basta perchè l'immagine
sia tremolante e non sia possibile osservare i dettagli. Anche la
carta non mi consola, ci sono 2000 metri d'acqua sotto la chiglia,
sicuramente non stanno strascicando. Intanto la distanza si riduce,saremo
ora ad un miglio.
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