Una tranquilla giornata di paura - Marzo 15,2005

E' il 10 di marzo, sono circa le dieci del mattino. La giornata è splendida con un oceano tranquillo e il cielo di un bellissimo azzurro. La notte è trascorsa tranquillamente e l'umore è ottimo, manca omai poco all'arrivo. Il vento è intorno ai 10-15 nodi da NE e, finalmente, dopo tanti giorni trascorsi a fare esattamente rotta ovest, rimanendo tra i 12° e i 13° di latitudine, posso dirigere per 290°, verso il canale tra le isole di S.Lucia e Martinica; ancora non ho deciso dove approdare, mi piacerebbe entrare a Rodney Bay, in S.Lucia, però ho delle notizie non rassicuranti sulla sicurezza personale, sono in attesa di ulteriori conferme. Certo che è un peccato, fare tante miglia di oceano e poi, una volta vicini di nuovo alla cosidetta civiltà, dover fare i conti con le cattive intenzioni e inclinazioni di una, sicuramente minoritaria, parte di umanità che non esita a compiere azioni delittuose per impadronirsi di qualcosa che appartiene ad altri, e lo fa senza pietà alcuna per le eventuali vittime. Questo pensiero mi disturba moltissimo, posso accettare i rischi che la natura può riservarmi quando decido di mettermi in mare, non riesco ad accettare i rischi di cattivi incontri con altri pretesi esseri umani. Ma tant'è, non posso fare molto se non cercare di evitare di trovarmi laddove i pericoli di questo genere sono segnalati. Erano questi i pensieri mentre, a circa un centinaio di miglia ad est di Barbados, stavo alando sulla drizza della randa, dopo quasi venti giorni che non la usavo.

 

Vicino all'albero, mentre lavoro sul verricello e guardo la mia bella vela salire, noto, con grandissimo piacere, una imbarcazione lontana, sulla mia dritta. Non è una nave, è un peschereccio, a circa due miglia da me, che naviga con rotta quasi opposta alla mia. E' la prima imbarcazione di piccole dimensioni, dove si possono vedere anche delle figurine che si muovono sul ponte, avvistata sin dalla partenza. Passa qualche minuto e osservo che il peschereccio ha invertito la rotta, ora si muove convergendo lentamente verso Uly coincidenza. Siamo in mezzo al nulla, non facciamo quasi in tempo ad avvistarci e loro cambiano direzione e convergono, in maniera quasi impercettibile verso di me. Naturalmente non stacco gli occhi dal peschereccio, prima gioivo per questa presenza umana dopo tanta solitudine, ora mi disturba l'idea che potrebbero avvicinarsi a me in mezzo al deserto dell'oceano, senza una apparente ragione. Perchè, mi chiedo, hanno invertito la rotta? Controllo la carta nautica, magari siamo in una zona di ridotta profondità, dove loro forse possono sperare di pescare bene e quindi manovrano in modo da stare all'interno dell'area. Cerco di controllare col binocolo l'attività a bordo, vorrei sapere se hanno fuori gli attrezzi per la pesca. Purtroppo Ulyxes rolla quanto basta perchè l'immagine sia tremolante e non sia possibile osservare i dettagli. Anche la carta non mi consola, ci sono 2000 metri d'acqua sotto la chiglia, sicuramente non stanno strascicando. Intanto la distanza si riduce,saremo ora ad un miglio.

| precedente | indice | successiva |