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I ragazzotti stanno nei pressi, sempre allegramente
agitati, noi, un poco perplessi per la bizzarra accoglienza, ci inoltriamo
nel paese, sperando di ritrovare tutto in ordine al rientro. Beh,
abbiamo detto paese, cerchiamo di non essere eccessivi, diciamo un
molto pittoresco agglomerato di case, catapecchie, casupole e l'immancabile,
nelle Antille francesi, monumento agli "Enfants morts pour la
France", ovvero il monumento ai caduti della prima guerra mondiale
(quelli della seconda non sono menzionati, chissà perchè).
La vista non è particolarmente emozionante, in effetti Marie
Galante si sta...(?)...noi, in fondo, siamo qui solo per fare due
passi e trovare un ristorantino, per finire la serata. I due passi
li facciamo lungo quella che sembra essere la strada principale,
e ci imbattiamo in un giovane di colore, occhiali scuri, walkman,
vestito e sistemato molto dignitosamente, che, senza preamboli, ci
chiede del denaro per.. pagarsi il caffè. Bizzarra motivazione
invero. Onde evitare di discutere lo accontentiamo con degli spicci,
lui ringrazia civilmente e ci comunica che la mattina seguente avremmo
dovuto farci trovare nei paraggi perchè ci avrebbe invitati
a fare colazione. Gli promettiamo che non saremmo mancati all'appuntamento
e se ne va in tutta pace. Le perplessità di cui più sopra
si accentuano. Mah!
La passeggiata continua ancora per qualche passo, il paese sta per
finire e non siamo entusiasti di proseguire. Ci imbattiamo, lungo
la spiaggia, in un locale molto tipico, nel senso caraibico del termine.
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Le pareti sono in parte in compensato e in parte
in frasche, un altissimo cocco cresce nel bel mezzo dei tavolini
che stanno sulla sabbia, una sabbia corallina, bianca e finissima
come zucchero (sembrava quella del Poetto prima della "cura" da
parte della Provincia). L'aria generale è di casualità e
trasandatezza e anche l'accoglienza è sui generis. Infatti
veniamo accolti da una bella meticcia, poi rivelatasi orgogliosamente
venezuelana, che, stravaccata su una sedia a sdraio, con una bottiglia
di Heineken in una mano e una sigaretta nell'altra, si è rivolta
a noi in un italiano comprensibile. Non era chiaro chi fosse e che
mestiere facesse, comunque proviamo a richiedere della birra. Virginia
(..a volte i nomi..) ci porta due minuscole bottigliette da 250 cc
al prezzo, anch'esso molto caraibico, di sei euro. Noi in effetti
cercavamo un vero ristorante ma questo posto, poco attrezzato sì,
un poco cadente, ma davvero pittoresco e .. attratti anche dall'avvenenza
della suddetta meticcia, passiamo a parlare di cibo, non prima che
la segnorita avesse il tempo di dirci che era stata sposata(?) ad
un milanese per 5 anni, e che non erano ca...voli nostri sapere di
più sulla sua presenza a Marie Galante. Inoltre ci informa
sulla pericolosità di andare in giro per il paese, indica
l'orologio che Lucio ha al polso e angelicamente sostiene che una
aggressione per rubarglielo è possibile. Andiamo bene! Virginia,
ormai entrata in evidente simpatia con noi, a riprova delle sue affermazioni,
ci mostra dei grandi lividi sulle braccia e sulle spalle.
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