A sentir lei erano l'esito di una recente aggressione subita al bar; qualcuno, per impadronirsi di una bottiglia di rum, l'aveva ridotta così. A vista d'occhio, altri locali aperti non ce ne erano, voglia di addentrarci nel paese non ne avevamo più e l'appetito non mancava, per cui , ci siamo seduti ad un tavolino e abbiamo chiesto di prepararci qualcosa da mangiare.
La scena di fronte a noi era comunque da depliant di agenzia turistica: il mare era uno specchio, le barche si dondolavano dolcemente negli ultimi fremiti della brezza serale, le palme ondeggiavano appena, la sabbia era ancora calda del sole del pomeriggio e la risacca generava uno sciabordio appena percettibile tra i versi dei grilli e degli uccelli. Virginia, il nome era sempre più eccessivo nella situazione, ci porta due ti-punch( rum, lime, zucchero di canna e ghiaccio, almeno 55° di alcool! qui non si va avanti senza aperitivi di questa potenza) e ordiniamo fritelle per antipasto e trance di corifena alla griglia con riso piccante. L'intimità con Virginia cresce. Lei si fa più confidenziale e veniamo così a sapere che ha un figlio che vive in Venezuela; che i vecchi di Marie Galante sono perbene, dolci, cortesi e lavoratori, mentre la gioventù è nullafacente, drogata e pericolosa. Arriva il pesce, veramente buono e fresco, mangiamo con gusto anche il riso, speziatissimo e saporitissimo. Nel frattempo chi si rifà vivo? Quel tipo che, in precedenza, ci aveva chiesto dei soldi per prendersi il caffè. Arriva dalla spiaggia, nell'oscurità, tra i cocchi, parlotta con un'altra persona e poi entra sotto la tettoia dove stiamo anche noi.

 

 

Inizia una discussione con la ragazza e un francese che, pur stando in disparte, sembra essere il padrone della bottega. Mentre mangiamo i toni della discussione salgono alquanto. Virginia improvvisamente imbraccia una sorta di mazza da baseball e tenta di accarezzare con quella il nostro caffeinomane. Il francese arretra indecorosamente, si nasconde dietro la ragazza, un vero codardo. Il caffeinomane sfodera una bomboletta e comincia a spruzzarne il contenuto verso i due. La situazione, pur se non catastrofica è chiaramente poco gradevole. L'equipaggio di Ulyxes, a pochi metri di distanza, ha opinioni diverse sul da farsi. Gian Biagio sostiene la tesi dell'immediato ritiro al di fuori della portata dei gas della bombola, Lucio vuol vedere come va a finire. Un principio di lacrimazione...(?)...ambe, malgrado la distanza dalla scena, fa pendere la bilancia verso la tesi dello skipper, per cui viene attuata una ritirata strategica in spiaggia, tra i cocchi (meno male che avevamo ormai terminato le pietanze). Virginia continua a menare colpi all'impazzata ma non coglie nel segno, il bombolaro, freddamente, continua la sua opera di spruzzamento e poi, con i due malcapitati ormai KO, si allontana anche lui verso la spiaqgia. La reazione di noi due è di sbigottimento totale e di.... desiderio di levarsi dai piedi al più presto, non senza, noblesse obblige, aver pagato il conto. Torniamo, lentamente e con circospezione, verso la tettoia. Il francese ha il viso disfatto, gli occhi lacrimosi e un atteggiamento di grande contrizione;

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