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Virginia, in condizioni fisiche non migliori, lo
copre di improperi e di accuse di fuoco per non averla difesa come
avrebbe dovuto fare un vero uomo, e in questo non aveva tutti i torti.
Il conto, peraltro non da dopolavoro ferroviario, (57 euro) è stato
saldato in contanti, senza attendere il resto e ce la siamo filata
velocemente verso il gommone, camminando lungo
il bagnasciuga ed evitando di percorrere le strade, buie, del paese.
Una volta sul molo che mena al pontone dobbiamo scansare due ceffi
su uno strepitante motorino, che poco di raccomandabile avevano in
viso e che ci sfiorano in velocità. Il distacco del gommone
dal molo è stato effettuato con sportiva celerità,
accendendo il motore al volo...e dimenticando di connettere il serbatoio.
I residui di benzina nel carburatore ci spingono qualche metro lontani
dal pontone, poi, come prevedibile, ci siamo fermati, immobili, il
motore muto come un pesce, ma ormai al sicuro. Connesso il tubo della
benzina, rifatta la procedura di avviamento, il povero envirude,
peraltro sempre un pò riluttante, ci spinge fino ad Ulyxes
senza altre emozioni.
Morale. Non è detto che se capiti in un posto bellissimo che
si chiama Galante la galanteria sia di casa. Comunque in questi posti
bisogna davvero stare guardinghi. Peccato!
Vissuto e scritto a quattro mani da Lucio e Gian
Biagio
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Un' arrivo tribolato - Maggio 02, 2005
Lascio Nevis per Basse Terre, S.Christopher(S.Kitts),
verso le otto del mattino; si annuncia una smotorata di circa tre
ore dato che non c'è vento. La destinazione si vede distintamente
sin dalla partenza, la distanza è solo di una quindicina di
miglia, accendo per puro principio gli apparati di navigazione e
pianifico sulla carta, ma potrei arrivarci navigando ad "occhiometro", è semplice
quanto andare dal Poetto a Villasimius. La navigazione è infatti
senza storia, molto motore e vela solo per l'ora finale, paesaggi
molto affascinanti, col vulcano di Nevis che scade di poppa e le
alture di S.Kitts (vulcano d'ordinanza compreso) che si avvicinano.
Il riconoscimento dei punti cospicui della costa è facile
e arrivo presto in vista della diga foranea che dà un pò di
protezione alla rada di Basse Terre. I punti di ancoraggio che vengono
riportati sul portolano sono due, il primo, per chi arriva da Nevis,
a ridosso della diga foranea menzionata e il secondo all'altro estremo
della rada. Quando doppio la testata della diga mi si prospetta un'area
un pò derelitta, vagamente industriale, con capannoni, qualche
macilenta gru e qualche relitto. Decido che per uno che è in
vacanza sia troppo deprimente e decido di percorrere le altre due
miglia per portarmi oltre il molo di Porto Zante (si chiama veramente
così), l'attracco per le navi da crociera che vengono fin
qui, dove troverò l'altro ancoraggio.
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