Quanto ci arrivo lo spettaccolo non è esaltante, manco in questo caso posso dire che sia un posto bellissimo, è di fronte ad una spiaggia scura a ridosso della quale c'è una strada e una fila di case basse e casupole. Sulla spiaggia, in bella evidenza, sbocca un grosso tubaccio che butta a mare un liquame molto sospetto. Ma, sia come sia, decido di attenermi all'idea di stare alla fonda, invece di usare il piccolo marina che è disponibile. Dò quindi fondo in cinque metri d'acqua e provo, come al solito, la saldezza dell'ancoraggio, elica indietro, la catena si tende, ottimo, Ulyxes si mette bene al vento ed è ferma come una roccia...(?)...eliche), non arretra di un millimetro. Il tempo non è un granchè, nuvoloni, qualche goccia di pioggia fine, il vento che prima era da est, leggero, comincia a ruotare a sud e poi, rapidamente a ovest. L'ancoraggio, come la stragrande maggioranza degli ancoraggi dei Caraibi, è completamente aperto verso ovest. Io mangio qualcosina e tengo sotto sorveglianza il vento, se si mantiene da ovest dovrò lasciare l'ancoraggio. Passa poco tempo e il moto ondoso da ovest mi fa capire che fra poco sarà impossibile restare. La decisione è obbligata: salpare l'ancora ed entrare nel marina, è lì di fianco, si vedono anche gli alberi delle barche a vela ormeggiate all'interno. Dò inizio alle solite danze, metto in moto, dirigo Ulyxes sopravvento, sulla verticale dell'ancora, metto in folle, corro a prua e comincio a salpare col verricello elettrico. Debbo fare due volte avanti indietro perchè il vento, ora sostenuto, fa scadere la barca, nel tempo che vado a prua e salpo la catena.

 

 

Ormai sono a picco corto, cioè la catena è quasi verticale, mi rendo conto che l'ancora non "speda", in altre parole, non si libera, è impigliata in qualcosa che sta sul fondo. Il moto ondoso, ormai deciso, impone terribili strattoni alla catena, al verricello e al "musone". Brutto affare. Rilascio un pò di catena per diminuire l'impeto degli strappi, provo varie volte col solo risultato di far subire un grande tormento all'attrezzatura. No, così non può andare. Rilascio abbastanza catena perchè non ci siano più strappi e decido che devo andare a vedere che cosa è accaduto all'ancora. Intanto scruto il cielo e annuso l'aria, se il vento dovesse aumentare sarò costretto a lasciare ancora e catena sul fondo, come si dice, dovrò "filarle per occhio", una manovra pericolosa, data l'estrema vicinanza della riva e costosa, la sola ancora costa 700 euro. Metto in mare il gommone, imbarco anche lo "specchio", un attrezzo col fondo trasparente, che permette di vedere attraverso l'acqua. Mi porto sul punto dove, presumibilmente, sta l'ancora, ma non riesco a vedercii nulla, intravedo la sagoma ma non capisco che cosa non vada, l'acqua è troppo torbida (ricordate il tubaccio?). Provo e riprovo, niente da fare, con lo specchio non risolvo il problema, dovrò immergermi! Il solo pensiero mi fa rabbrividire, ma non ho scelta, e devo anche sbrigarmi, le condizioni potrebbero peggiorare da un momento all'altro. Torno su Ulyxes, prelevo maschera e pinne e torno, a nuoto, sulla verticale dell'ancora, seguendo la catena mi immergo e beh, l'ancora aveva tutte le ragioni per non volersi schiodare.

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