| |
Il fondo, costituito da roccia corallina, aveva
un gradino, alto una trentina di centimetri e vuoto sotto, questo
gradino aveva una spaccatura a forma di V e volete sapere dove la
mia ancora CQR, a forma di aratro, è andata a sistemarsi?
Ma si, proprio nella spaccatura, come un piede nella scarpa, era
anche della misura giusta. Provo a smuoverla a mano e, per fortuna,
vedo che non è forzata, riesco a muoverla con facilità.
Neppure a pensare di levarla direttamente, se anche riuscissi a
farlo, porrei Ulyxes in grave rischio, non ci sarebbero impedimenti
perchè immediatamente cominciasse
a scarrocciare verso la spiaggia, che dista solo una sessantina di
metri. Nel tempo necessario a tornare indietro a nuoto, risalire,
mettere in moto e dirigere verso il largo saremmo già sui
bassi fondali, un vero disastro carico di terribili conseguenza.
Torno quindi a bordo, prelevo una lunga e robusta cima; torno sull'ancora,
mi immergo e annodo la cima alla "grippia" dell'ancora,
cioè al foro che si trova, sull'ancora, dalla parte opposta
della catena, metto in opera il cosidetto "grippiale".
Il concetto è semplice tirando l'ancora dalla parte opposta
a quella in cui ha fatto testa, essa si sfilerà dall'indesiderato
alloggiamento che ha trovato nella roccia. Torno su Ulyxes, lego
l'estremità libera del grippiale a prua, dò elica avanti
e dirigo la barca sopravvento rispetto all'ancora. Manovra delicata.
La catena stà ora sotto la barca e non davanti come è di
norma, sotto la barca c'è anche
un'elica che gira. Raggiungo la posizione opportuna, invertitore
in folle e corsa a prua.
|
|
Comincio a tirare come un forsennato sul grippiale.
Inizialmente nulla accade, l'ancora non cede e la barca, spinta dal
vento, prende a rinculare verso la spiaggia, ho il timore di fare
un'altro buco nell'acqua (ironia involontaria dei modi di dire).
All'improvviso il grippiale si fa lasco, l'ancora ha spedato, ancora
incredulo recupero
alla velocità della luce la cima e quasi contemporaneamente,
non chiedetemi ora come si fa, non saprei descriverlo, aziono il
verricello per recuperare anche la catena, per evitare che, nel frattempo
l'ancora si impigli in qualcos'altro. Finalmente vedo salire la forma
allungata della CQR a picco sotto la barca, siamo a posto, l'emergenza è finita!
Ma che fatica e che "spaghetto". Il seguito è storia
di poche parole. Torno ai comandi, dirigo Ulyxes al largo; un volta
in posizione di sicurezza vado a prua, rassetto, preparo le cime
d'ormeggio e i parabordi e, finalmente entro nel marina dove ormeggio
senza più alcun problema. Questo breve trasferimento era iniziato
come una delle tappe più semplici e poteva finire in un serio
problema. Che cosa ho sbagliato? tecnicamente direi di aver fatto
le cose per bene, l'ancoraggio era quello previsto dal portolano,
la tecnica di ancoraggio è stata quella classica e ed è avvenuta
senza problemi, la situazione era sotto controllo E allora? forse
posso tirare in ballo un pò di sfortuna, la spaccatura nel
corallo, il salto di vento improvviso ed imprevisto, ma forse più importante
ancora, posso chiamare in causa una mia decisione, non aver voluto
ascoltare una
| precedente | indice | successiva |
|
|