ho rinnovato le guarnizioni degli osteriggi per combattere le infiltrazioni d'acqua che, finora, sono state una piaga durante la navigazione con cattivo tempo, speriamo di esserne venuti a capo, ma non mi faccio troppe illusioni, già altre volte pensavo di aver risolto il problema. Prima di partire c'è anchè un momento di riflessione e di meditazione. Questa è per me la seconda traversata atlantica in solitario. La prima, quella negli Alisei, a parte la burrasca iniziale, che non era in conto ma che è arrivata, è stata quello che tutti si immaginano; venti portanti, nel mio...(?)...ure deboli, temperature tropicali, condizioni generalmente buone. La barca che va praticamente da sola e si arriva dall'altra parte freschi e riposati con la prospettiva di una fantastica vacanza. Quest'altra traversata invece ha un altro carattere. Questa volta si va verso il freddo. Le prime centinaia di miglia saranno di bolina negli Alisei, i venti portanti si incontreranno solo molto avanti, saranno quelle correnti occidentali che si incontrano alla latitudine delle Isole Azzorre circa e che sono le stesse che trasportano le grandi perturbazioni che poi, dopo aver traversato l'oceano, si riversano sull'Europa. Ci saranno fasi di bonaccia, nei momenti in cui l'alta pressione delle Azzorre sarà stabilizzata ma bisognerà fare i conti con il cattivo tempo. La barca comunque è ben preparata, lo skipper pure, la necessità di spostarsi improcrastinabile e quindi si va. Destinazione pianificata l'isola di Flores, nelle Azzorre, a circa 2100 miglia nautiche. Una gemma disperatamente dispersa nel mezzo dell'oceano, della quale ho sentito descrizioni entusiastiche, tale dovrebbe essere la sua bellezza,

 

 

tanto più preziosa in quanto pochi la visitano, per varie ragioni di convenienza nautica. Quella che segue è la trascrizione del giornale di bordo, scritto in tempo reale durante i 24 giorni di traversata, se avrete la pazienza di leggerla avrete un'idea di prima mano di come io e Ulyxes siamo felicemente arrivati a destinazione.

16 maggio - primo giorno
06:45 - Si parte! Lascio l'ancoraggio di Philipsburgs per Flores, il plotter dice che ci sono 2099 miglia da fare. Bene. Non appena doppio Cape White, a sud, e quindi abbandono il Mar dei Caraibi ed entro in Oceano Atlantico, le condizioni del mare mutano, non più la tranquillità di un mare molto riparato ma, subito l'onda lunga oceanica ci accoglie. Vento da Est 10 nodi, temperatura 31°C, mare poco mosso, rotta 040°, velocità 4 nodi. Sono molto sereno e tranquillo, sono felice di fare questa traversata e di dirigermi verso le amate Isole Azzorre. Non so che cosa l'oceano mi presenterà, ma questo non mi toglie la serenità. Farò quel che sarà necessario, al meglio delle capacità mie e di Ulyxes, ma devo andare avanti e riportare me e la mia barca a casa. Una cosa alla quale devo prestare la massima attenzione è riposare ogni volta che se ne presenterà la possibilità, la gestione delle energie è per me di importanza capitale, non devo farmi sorprendere dal cattivo tempo in condizioni di affaticamento, la fatica annebbia la mente e ritarda l'azione, un navigatore solitario non se lo può permettere.

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