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Meglio
non pensarci! Fatto il primo bordo per 270° rientro verso il
capo che adesso si avvicina e si mostra in tutta la sua orrida bellezza, è uno
lungo spuntone calcareo alla cui base c'è una successione
ininterrotta di grandi grotte buie, la cresta dello spuntone è però abbastanza
regolare e coperta di vegetazione. Con questo bordo ci avviciniamo
a poche centinaia di metri, dopo un'attento esame della carta nautica
per scoprire evntuali secche o scogli affioranti: non ce ne sono.
Altro piccolo bordo per 270° di un ventina di minuti, poi di
nuovo a dritta per 325°, questa volta, e sono circa le 16:00,
passiamo il capo di stretta misura, con una bolina di precisione
degna di Luna Rossa( beh mi piace esagerare a volte!), e finalmente
ne vediamo l'altra faccia. E' un'incredibile costone dove sono disegnati
con grande nitidezza strati di calcare che costituiscono la struttura
geomorfologica del Capo, chilometri di costa con tutte queste strisce
inclinate di circa 45 gradi sull'orizzontale; l'erosione marina ha
lavorato alla base facendo crollare delle parti e così ha
messo a nudo le superfici lucide e liscie degli strati. Mi è venuto
da pensare che se ci si ponesse alla sommità, ci si potrebbe
sedere e lasciarsi scivolare arrivando al mare senza il minimo scossone
come lungo una discesa innevata.
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Oltre il capo si comincia a vedere la costa che
con un'ampia insenatura porta prima alle bocca del Tago, il fiume
su cui nasce Lisbona, e poi a Cascais; anche qui è bolina
corretta, cioè col motore ad assistere, perchè
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il vento è ancora debole
e viene proprio dalla direzione dove noi vorremo andare, lo stimato
d'arrivo è intorno alle 23 e io sono ancora incerto se entrare
o no in porto, ne parlo con Amalia e decidiamo di comune accordo
di rimandare la decisione a quando saremo prossimi all'arrivo, se
ci sentiremo in sicurezza procederemo all'ormeggio, altrimenti staremo
in panna fuori dal porto fino al mattino( una prospettiva poco allettante
comunque la si metta). Intanto che procediamo lungo la costa stringendo
al massimo l'angolo col vento entriamo in un'area della baia dove
possiamo osservare uno spettacolo mai visto prima da noi, migliaia
e migliaia di uccelli marini di varie specie, ne ho distinto almeno
tre anche se, purtroppo, ancora non sono capace di distinguerle;
questi volatili coprono letteralmente la superficie del mare galleggiando
come papere, mentre tanti altri fanno il loro mestiere e volano come
si conviene agli uccelli, fiondandosi poi sull'acqua per cogliere
di sorpresa i pesci che, evidentemente stavano nell'area in grande
numero; non si allarmano più di tanto al nostro arrivo, si
scansano del tanto strettamente necessario per levarsi dalla rotta
della barca e continuano inperterriti nelle loro attività.
Io tengo d'occhio speranzoso la traina, si dice che dove c'è mangianza
di piccoli pesci ci siano anche i predatori che vedo passare il rapala
in mezzo alle sardine vere magari.....speranza vana, oggi è destino
che non si mangerà pesce fresco.
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