Scopo del lavoro fatto dal Comune
di Santu Lussurgiu è quello di documentare, descrivendoli,
i mezzi tecnici e le attività operative che si sono sviluppate
nel paese: i mulini e le gualchiere. L’obiettivo è quello
di far scoprire al visitatore il valore culturale e sociale, attraverso
il recupero, la tutela, lo studio e la valorizzazione di queste
testimonianze del passato. Il presente lavoro, per la carenza delle
fonti, non è né vuole essere un lavoro di natura
storica; è semmai, un semplice profilo di storia locale
a fine conoscitivo e divulgativo. Infatti le notizie che si possono
raccogliere sulle origini a Santu Lussurgiu dei mulini e delle
gualchiere sono scarse o inesistenti. Non si hanno fonti scritte,
e quindi certe, sulle origini di tali macchinari, per cui la ricostruzione
del periodo più lontano è possibile solo attraverso
ipotesi, più o meno probabili, che si possono trarre, in
mancanza di documenti originali, dai fatti o vicende storiche.
Le notizie sono nella maggior parte dei casi, la testimonianza dei
pochi proprietari e dei clienti dei mulini e delle gualchiere di
Santu Lussurgiu.
Questo è un lavoro prevalentemente descrittivo di attività particolari
esercitate in un lasso di tempo circoscritto: l’attività del
mugnaio e del gualchieraio dai primi del novecento alla fine
degli anni settanta.
In questo lavoro, indirizzato anche dalla lettura di ricerche
eseguite nei decenni precedenti nell’ambito del Centro
di Cultura Popolare, si è tentato di dare una risposta
a tre quesiti: quando, come e perché i mulini e le gualchiere
a Santu Lussurgiu.
In primo luogo diamo all’attività in esame una
collocazione cronologica; in secondo luogo affrontiamo il problema
tipologico, cioè, dei modi in cui tali attività si
esercitano e si sviluppano nel paese nel periodo considerato;
infine, l’individuazione, per quanto possibile, dei motivi
di fondo che portarono allo sviluppo e alla scomparsa dei mulini
e delle gualchiere.