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di
Gabriele D'Annunzio |
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Per
la tragedia "Più che l'amore" 1905,trasse da Santu Lussurgiu
il personaggio di Rudu homine de abbastu, |
Il
vulcano, il cratere spento, il nome stesso del paese, la parlata
sarda accesero la fantasia del poeta. |
In una lunga battuta del personaggio
principale (Corrado Brando) vi è una affettuosa e incisiva rappresentazione
del paese.
"Ti duole di ritornare lassù a
Santu Lussurgiu, al tuo vulcano nericcio, dove ti trovai? Sei
nato dentro un cratere spento, che si ridesterà. Che fiera
culla, Rudu! Non ti sta nel cuore? Fra il Logudoro e l'Arborea,
tra i sepolcreti giganteschi delle più antiche stirpi,
tutta chiusa in una chiostra di basalto e aperta soltanto a ostro-libeccio,
al soffio dell'Africa. Sembra la figura espressiva del più maschio
fato. Ti ricordi quando ascoltavamo il vento d'agosto che
portava gli stormi rossi allo stagno di Cabras? Io ti dissi:
- Vieni
con me, "homine de abbastu,, - Tralasciammo
d'esplorare la miniera esausta sul Montiferru per seguire
la vocazione d'oltremare. Ora va, tornatene lassù; e in ogni
primavera, quando la tua tanca s'empie d'asfodeli, accendimi
un fuoco di lentisco sopra un nuraghe per memoria e non mi dimenticare
nei tuoi canti.....Ma tu sei ancora capace di cantare con una
voce più ferma in un supplizio più crudo, se
io te lo comando; e tutta la tua razza io la sollevo in te,
con
tutti i suoi eroi dormenti. Come tanta forza e tanta fede
si possono disperdere prima d'andare al segno?......."
GABRIELE D'ANNUNZIO |
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Questa è una immagine del paesaggio montagnoso
in mezzo al quale si trova Santu Lussurgiu. I parossismi dell'antico
vulcano, che sovrasta con la sua mole spenta ed ormai placata la regione
del Montiferru, hanno lasciato le loro tracce eloquenti in tutta questa
terra, che appare così dovunque travagliata ed indocile, per
effetto delle remote e millenarie convulsioni. |
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