Fratello cantore
Fratello cantore,
le tue parole piane
seguono il viaggio della luna.
E il contadino apprende
il canto e lo fa lieto
come quello della pazza cicala
quando la spiga pesante
gli promette il grano per l’annata.
E lo ripensa il pastore
per ruminarlo poi
come il suo gregge stanco
ciuffo d’erba alle prode
tra contorti stradoni
quando fa spola
tra pianura e monte.
E colma è la tua bocca di sussurri
e i tuoi fratelli hanno colto
nel cristallo dei cuori ogni parola.
E nel canto è un odore di fieno
Come pane e come sangue
Come il vino come la carne
Come il pianto come la morte
Come la vita inaridita e verde.
(Di noi dolenti figli di Sardegna).
Mio
paese
Mio paese,
in te s’annida la furia del vulcano
e gli alberi hai contorti
come il corpo degli uomini.
Lava la tua roccia la pioggia
quando un fulmine reca la tempesta
e il voltsi sgrassa
e appare il teschio, nido di avvoltoi.
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