Il Cavallo
Home Autrice Sos Gosos La Storia del Santo Il Paese Il Cavallo L'Ardia Quartine

 

La Preparazione del Cavallo 

 

Cavalli al pascolo

Non sempre il cavaliere dell'Ardia possiede il cavallo e quando questo succede è costretto a chiederlo in prestito e se gli viene accordato dovrà stare attento che al cavallo non succeda nulla e quindi per non meno di una settimana   sarà costretto ad accudirlo come se fosse lui il proprietario.

Possedere un cavallo e occuparsene personalmente anche solo per una settimana è una delle esperienze più piacevoli soprattutto perché favorisce l'instaurarsi di un rapporto, ma è anche una grande responsabilità perché il cavallo ha delle esigenze precise e necessita di spazi a lui dedicati idonei, confortevoli e sicuri. Il cavallo è un animale molto sensibile. Qualsiasi cambiamento di luoghi e abitudini, ma anche di odori e rumori, per non parlare delle persone che gli stanno intorno, implica pe lui un periodo di adattamento.

Per prima cosa è necessario ferrare il cavallo per prevenire l'usura eccessiva degli zoccoli ed assicurare una buona protezione ed una buona presa. Dopo aver tolto i ferri, il maniscalco toglie le unghie eccedenti e adatta i nuovi ferri per poi sagomarli secondo la curvatura degli zoccoli. Un ferro necessita da sei a otto buchi per fissare i chiodi.

 

Un bel primo piano

Cavallo appena strigliato

Per il pelo del mantello che deve essere ben lucido, liscio e vigoroso, bisogna strigliare il cavallo, utilizzando una striglia per togliere la sporcizia.  Con una spazzola dura si agisce vigorosamente nel senso del pelo in tutto il corpo. Poi per la testa, la parte più sensibile, si utilizza una spazzola morbida, come pure per togliere le particelle fini che tengono incollato il mantello. Per strigliare la criniera e la coda è necessaria una spazzola dura per sbrogliare i crini e si termina il lavoro con un pettine.

 
 
 

La sella si fissa al cavallo con le cinghie che aderisce attraverso una sottosella, ossia un’imbragatura che le impedisce di scivolare e proteggere il dorso dell’animale.

L’imboccatura s'infila sulla testa dell’animale, ed   è formata da una serie di cinghie che reggono dei filetti. Questi filetti vengono attaccati alle briglie e consentono al cavaliere di dirigere, attraverso degli impulsi l’animale.

Il cavallo con la cavezza, morso e briglie

Il cavallo con la sella, sottosella e staffe

La parte giusta per avvicinarsi al cavallo è la sinistra.  Si deve, dapprima, accarezzare con la mano il pelo dell’animale per tranquillizzarlo e quindi posare la sella piuttosto in alto sul dorso, facendola slittare delicatamente nella giusta posizione. 

Il filetto è adatto ai cavalieri inesperti che montano i cavalli giovani;  se il cavaliere lo usa impropriamente per tenersi in equilibrio, non causa gravi danni alla bocca del cavallo che non perde la sensibilità necessaria a recepire i comandi alla minima pressione.

La parte superiore del filetto va posta sopra le narici, quella posteriore poggia nell’incavo del mento. Redini e imboccature servono a guidare il cavallo. Per riuscire a dirigere il cavallo a piacere, si devono impartire con le briglie "ordini" precisi e porre il cavallo in condizione di decifrare le intenzioni del cavaliere .L’imboccatura non deve infastidire il cavallo: al fastidio l’animale si oppone attaccandosi al ferro del morso agitando la testa e scalpitando; il ferro va tenuto leggero mantenendo però in continuazione il contatto con la bocca dell’animale 

 

 

Primo piano di un cavallo tranquillo

Primo piano di un cavallo agitato

Per salire sul cavallo bisogna mettersi alla sua sinistra, prendere le redini e posarle con la mano sinistra sopra il collo dell’animale lasciando cadere dalla parte destra le loro estremità. Infilare il piede sinistro fino al tallone nella staffa, mettere la mano destra in mezzo alla sella mentre la gamba destra, all’inizio flessa, si distende e la gamba sinistra si drizza sulla staffa. A questo punto bisogna sedersi in sella con delicatezza, introducendo le punte dei piedi sulle staffe con i talloni rivolti in basso. 

Per scendere invece bisogna impugnare le redini con la mano sinistra, appoggiarle entrambe sopra il collo dell’animale, sfilare i piedi dalle staffe e poi passare la gamba destra dietro la sella e lasciarsi scivolare fino al contatto dei piedi con il suolo. Le redini non vanno mai tirate; ad un cavaliere esperto servono solo per dirigere i movimenti dell’animale.

 
               

Cavalli su tela

L'equitazione è uno sport adatto a tutti,  finchè si rimane a livello amatoriale. Dai bambini agli anziani,  chiunque può praticarlo.

Dopo un po' di tempo si riesce a instaurare un rapporto stupendo con quello splendido animale che è il cavallo! Infatti, una delle cose che questo sport ha in più rispetto agli altri è il rapporto con il cavallo. Fa sicuramente bene al fisico e alla psiche.

 Per andare a cavallo con sentimento, non servono zuccherini e leccornie, ma conoscenza culturale e tecnica, della dinamica del corpo  del cavallo e di quella umana, un bagaglio di nozioni difficili ma piacevoli da apprendere, una strada molto lunga, a volte sconfortante, più spesso entusiasmante.