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sulla Panramica di S.Lussurgiu

Santu Lussurgiu
Tradizioni, Feste e
Cultura
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Panoramica di S.
Lussurgiu
Il
grosso paese appare all'improvviso, adagiato in una profonda conca
al riparo
dei venti a 500 m.
d'altitudine. Fa
parte del Montiferru e si sviluppa all'interno di un cratere
di origine vulcanica, le
cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e
tortuose, s'incrociano nel centro storico conservando ancora
l'acciottolato. Le vecchie case, in parte ristrutturate, in parte
abbandonate, hanno sapore di antico. Un paese caratteristico che offre
all'ospite una splendida visuale, tanto verde, fresche fontane e aria
benefica.
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Caratteristica via del
paese

Abitazioni
ristrutturate
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Abitazioni
fatiscenti
In
passato, al lunedì, si correva "sa pudda" ed
il cavaliere al galoppo doveva colpire con un bastone una
gallina viva, che
penzolava da una corda; oggi, menomale, questa raccapricciante
cerimonia è stata soppressa e la gallina è stata sostituita
con un pupazzo di stoffa. La festa finisce la sera del martedì grasso
con una premiazione simbolica, con litri di vino, "culurzones
de mendula" (ravioli di mandorle) e zippulas (zeppole)
a volontà.
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Santu
Lussurgiu è un paese di
grandi tradizioni. Ogni anno, durante gli ultimi
tre giorni di Carnevale, ha luogo Sa Carrela 'e nanti" è una delle esibizioni a cavallo fra
le più spericolate, si svolgono dentro il paese e l'elemento che
caratterizza la corsa de "Sa Carrela " sono le
pariglie. Abili cavalieri, preparati di tutto punto, si lanciano in
pariglie a due e talvolta a tre, al galoppo, lungo un percorso sterrato, tra
curve, restringimenti e con decine di persone, incuranti del pericolo,
assiepate nel percorso. I cavalieri in questi tre giorni fanno a gara per
mettere in mostra la loro abilità e la bellezza dei loro cavalli,
strigliati al punto giusto per l'occasione.

Gianni
e Roberto,una delle tante pariglie.
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Un'altra
tradizione importante per i lussurgesi è la
Settimana Santa. Ha inizio con la Domenica delle Palme. Nel paese, questo evento è
molto sentito per gli emozionanti momenti con cui vengono vissuti "s'Incravamentu"
(la crocifissione) e s'Iscravamentu (liberazione del corpo dalla croce) e per le
commoventi note del "Miserere", intonate da un coro
composto da quattro voci "su Concordu'e su Rosariu".
Da sempre, il loro repertorio, viene ascoltato dalla gente con
grande riflessione e ammirazione, consapevoli di possedere nei canti
un patrimonio culturale.
In
tempi non molto recenti, in occasioni delle sagre paesane, si
usava cantare
a "Cantigos de Possè" (gare poetiche). La popolazione
attendeva con trepidazione questi momenti.
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Primo:
perchè era
un passatempo divertente e all'epoca le distrazioni erano ben
poche.
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Secondo:
era un buon motivo per uscire dalla solita routine e incontrare
i propri compaesani sotto un'altra veste.
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Terzo:
il particolare interesse che si aveva per questo tipo di gara
andava
ben oltre la curiosità.
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Le
critiche non mancavano, ovviamente, da parte degli intenditori.
Se un cantante osava eseguire male
una rima, oppure non era in grado di comporre il versetto, la platea
insorgeva, fendendo l’aria di fischi, disapprovazioni e
giudizi negativi per lo sventurato. La serata si sviluppava con un
botta e risposta tra due poeti che, per la circostanza, stabilivano un
tema da trattare e per tutta la serata
era obbligatorio non divagare.
Non è semplice inventare "al volo" terzine o quartine riguardanti
un argomento e, quindi, se il poeta era all'altezza della
situazione e riusciva a comporre il versetto in pochi secondi,
la popolazione lo acclamava e lo esaltava, ma se lo sfortunato
non
riusciva, beh... era meglio che quella serata l'avesse trascorsa
con gli amici, giocando a tresette. A
Santu Lussurgiu i poeti che componevano (necessariamente in lingua
sarda)
erano tanti. Parlo del passato, perchè è da tempo che la nuova generazione
non si mette alla prova nell'arte di creare versi. All'epoca
le composizioni venivano cantate con la chitarra, sia in
occasioni di feste e allegria, sia di dolore. Come per esempio, la
serenata alla propria amata o alle donne nubili in cerca di marito.
Oppure quando moriva un compaesano, si ricordava la persona
"Attitanne" (Piangere davanti al morto) in poesia. Per
carnevale si cantava "Sos Istintinos" (Serenata satirica)
per i vedovi e le vedove risposati. Due poesie
le inserirò nel web. Sono tratte da una raccolta che
l'amministrazione comunale del 1998 ha pubblicato, dopo una
ricerca accurata, fatta tra la popolazione anziana del paese. E'stata difficile
la scelta, perchè sono tutte, molto belle.
Poesie |
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Chiesa di S.M.degli
Angeli
Parrocchia di
S.Pietro

Chiesa della Madonna
del Carmelo |
Chiesa di Santa Croce
Il
nome del paese è legato a San Lussorio , a cui S.Lussurgiu è profondamente
devoto.
Delle
sei chiese presenti a Santu Lussurgiu, due solamente sono rilevanti
dal punto
di vista storico: Da vedere,
perchè interessanti,sono la Chiesa
di S.Maria degli Angeli che è in stile gotico-aragonese, sorse nel
1473 per volere dei frati minori osservanti e del Beato Bernardino da
Feltre, che giunsero a Santu Lussurgiu nel 1420. La chiesa è stata
recentemente restaurata, ha al suo interno una preziosa statua del
1500 della Madonna degli Angeli col Bambino. Il Convento, purtroppo,
fu demolito nel periodo fascista (1935) per dar luogo all'edificio delle
scuole elementari. La Chiesa si trova nel centro storico del paese.
La Chiesetta di Santa Croce era, anticamente, intitolata a San
Lussorio, martire cristiano e venerato in tutta la Sardegna; la chiesa fu
consacrata come attestano i documenti, nel 1185 dal vescovo di Bosa.
Attorno a questa chiesetta campestre sorse il nucleo abitativo del paese rimodernata nel 1644
con arcate in pietra. E ancora la chiesa parrocchiale di San Pietro e quella della
Madonna del Carmelo.
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Le montagne del Montiferru:
Bau'e Mela, Monte Urtigu, Monte Tinzosu e Monte Oe
E'
una
delle zone più suggestive della Sardegna. Siamo
sulla parte orientale della catena,
raggiungibile dalla S.S.131 Carlo Felice, attraverso gli svincoli di
Macomer, Abbasanta, Paulilatino e Tramatza. La vallata che circonda il
paese è cinta da castagneti, lecci e ulivi e da macchia mediterranea.
Le zone alte, invece, sono prive di vegetazione ed è facile
percorrere a piedi i numerosi sentieri che la attraversano. L'asino sardo,
ancora oggi, si può vedere nelle campagne, lungo le strade o nel
paese, la cui vita è prevalentemente agro-pastorale. C'è ancora il
cavallo sardo, del cui allevamento Santu Lussurgiu ha grande
tradizione. Il cavallo, è stato un vero compagno fedele del pastore fino a che non è stato
soppiantato dall'auto, è oggi impiegato prevalentemente nelle
manifestazioni ippiche e nel folklore. Tra i rapaci troviamo i grifoni.
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Le Sette Fontane

Boschetto a
S.Leonardo |

Laghetto formatosi
dalle sorgenti
A circa
6 km dall'abitato di S.Lussurgiu si trova la borgata di San Leonardo
di "Siete
Fuentes" , così chiamata per le sue Sette Fontane. E' un luogo di villeggiatura
per chi ama sopra tutto, la
pace, e vuol rinfrancare corpo e spirito, respirando aria di
montagna. La frazione sorge
all'interno di un bosco di lecci e querce. Le acque che sgorgano
dalle sorgenti hanno proprietà diuretiche perchè leggere e prive di
scorie. La frazione si trova a 700 m. di altitudine.
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All'interno
si possono visitare piccoli laghetti e ruscelli formati dalle
sorgenti e l'omonima
Chiesa in stile romanico-pisano costruita nel secolo XIII. Affiancate alla
Chiesa ci sono "i Muristenes", casette poste attorno ad un
grande cortile, sul quale campeggia la croce dei Cavalieri di Malta. La
Chiesa è una tra le più ricche che l'Ordine di San Giovanni aveva
nella nostra isola.
Scorcio della
borgata
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Chiesa di S.Leonardo
Interno della Chiesa |
Ogni
prima Domenica di Giugno, si tiene la Fiera del Cavallo. Si svolge
in contemporaneità con
la festa religiosa in onore di San Leonardo. Ma è un evento a sè, non
ha niente a che fare con la sagra. Si negozia tra un probabile
acquirente e un proprietario senza lasciarsi scappare le occasioni.
Il cavallo deve
essere ben domato, forte di gambe, un bel mantello e deve saper
rispondere ai comandi.
Negli
ultimi anni è stata
ripresa la scorta a cavallo per la processione del Santo. che viene
trasferito da S.Lussurgiu alla Chiesa della borgata su un carro trainato
dai buoi.
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Piatti
Tipici

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