Fauna
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Il grosso paese appare all'improvviso, adagiato in una profonda conca al riparo dei venti a 500 m. d'altitudine. Fa parte del Montiferru e si sviluppa all'interno di un cratere di origine vulcanica, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, s'incrociano nel centro storico conservando ancora l'acciottolato.
Santu Lussurgiu si trova nella parte centro-occidentale della Sardegna ( Prov. di Oristano ) e nel versante nord-occidentale della catena del Montiferru, una delle zone più suggestive della Sardegna, raggiungibile dalla S.S.131 Carlo Felice, attraverso gli svincoli di Macomer, Abbasanta, Paulilatino e Tramatza.
Il sito è online dal 01/12/2003 
 
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La Fauna del Montiferru

Storicamente l'economia pastorale ha sempre fruito, da tempi remoti, del vasto pianoro sopraelevato. Ancora oggi le greggi di ovini, i gruppi di bovini e di suini, non sono un incontro inconsueto per il visitatore. Allevati con metodi tradizionali, forniscono prodotti alimentari genuini e dai sapori antichi, anche se destinati, ad una progressiva scomparsa per via della scarsa remuneratività di tali allevamenti e della conseguente mancanza di ricambio generazionale nella loro conduzione. Fra i selvatici il territorio ospita un numero rilevante di specie faunistiche, alcune delle quali recentemente reintrodotte, come l'elegante e schivo Cervo Sardo, il Muflone dalle corna ricurve, il maestoso Grifone la cui apertura alare raggiunge quasi i tre metri. Rare e in via di estinzione sono la Volpe dalla lunga coda, il notturno Gatto selvatico e la Lepre sarda. Per quanto riguarda i volatili va menzionata la Pernice sarda e la variopinta Ghiandaia. Ma il vero padrone del Montiferru resta comunque il Cinghiale che è facile incontrare nelle ore crepuscolari durante i suoi spostamenti a gruppi.

Le cause dell'estinzione del Cervo sardo sono state storicamente il progressivo annientamento delle foreste, la caccia (quando, fino al 1939, era consentita) ed il bracconaggio che avviene purtroppo ancora oggi. E' il più grande mammifero della regione anche se bisogna sempre ricordare, di minore dimensione rispetto al cervo che è 
presente nel resto d’Italia e un altro aspetto che lo contraddistingue è il suo manto più scuro, marrone-rossiccio. I maschi hanno una sorta di barba ispida ed ampie corna (palchi).Vive nella fitta macchia che è diventata l'estremo rifugio di questa specie originariamente abituata ad un ambiente molto più aperto. La sua area si è ormai ristretta solo alla Sardegna, dalla Corsica è scomparso una decina di anni fa, ed è uno degli animali italiani più minacciati di estinzione. Vivono per 17-20 anni, con un evidente declino fisico attorno ai 15 anni. 

Il Muflone, grande quanto un montone di buona stazza con il manto marrone scuro e le caratteristiche corna ricurve e senza dubbio l'emblema della fauna sarda. La femmina del muflone invece è priva di corna e il manto varia dal marrone al rossiccio, con delle macchie più chiare sul muso e sul ventre. 
Dopo il periodo dell'accoppiamento i mufloni si riuniscono in gruppi anche numerosi. Dopo circa 130/150 giorni di gravidanza la femmina del muflone da alla luce un agnellino, quasi mai due o più, appena prima della nascita la femmina si allontana dal branco e va a cercare luoghi dove sia facile nascondersi per proteggere meglio il piccolo da eventuali attacchi di rapaci e volpi. Il muflone attualmente è presente in più zone della Sardegna, ma non bisogna dimenticare che negli anni sessanta si temeva per la sua sopravvivenza, nonostante sia una specie protetta fin dagli anni trenta. Fortunatamente si è riusciti ad evitare che la caccia illegale avesse il sopravvento, ed ora grazie ad una maggiore attenzione nei confronti dell'ambiente e anche ad una coscienza naturalistica il muflone può vivere una vita più serena .

Il Cinghiale, è decisamente l'incontrastato re della macchia nostrana. E' un maiale selvatico, robusto, forte e particolarmente resistente, vive ovunque ci sia un pò di boscaglia. Il maschio ha una taglia maggiore rispetto alla femmina, il suo torace è difeso da una "corazza" spessa, e le sue zanne sono dotate di artigli che vengono usate in 
combattimento o per difesa. Il cinghiale ha una particolare resistenza alla fatica e all'occasione è un abile nuotatore, preferisce muoversi all'imbrunire ma non disprezza neanche le ore diurne La femmina generalmente partorisce a gennaio, in veri e propri nidi ricavati ammassando foglie e frasche. Il suo corpo è tozzo e forte e gli consente di correre velocemente anche nei cespugli più fitti e di travolgere tutto ciò che incontra sul suo cammino. Dieta prettamente onnivora, comprendente: ghiande e faggiole, che sbuccia accuratamente, germogli, funghi, frutti selvatici, piccoli animali, come topi, tra cui le vipere (il cui morso non riesce a superare la spessa pelle), conigli, rane, invertebrati e carogne. L’unico predatore da cui deve guardarsi il cinghiale è l'uomo.

Il Grifone di dimensioni enormi (apertura alare di quasi 2 m e 80 cm) e di facile osservazione, costituisce uno degli animali più conosciuti della fauna della Sardegna. Le osservazioni possono essere effettuate agevolmente in prossimità dei punti di rifornimento di cibo eventualmente approntati per facilitare l'alimentazione della 
specie. Animali assolutamente innocui, hanno una grande abilità nel ripulire carcasse, contribuendo, dove sono presenti, a rimuovere dal territorio i resti degli animali morti, sia selvatici che domestici. Il grifone si trova in una limitata zona compresa nel Montiferru.

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