Flora
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Il grosso paese appare all'improvviso, adagiato in una profonda conca al riparo dei venti a 500 m. d'altitudine. Fa parte del Montiferru e si sviluppa all'interno di un cratere di origine vulcanica, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, s'incrociano nel centro storico conservando ancora l'acciottolato.
Santu Lussurgiu si trova nella parte centro-occidentale della Sardegna ( Prov. di Oristano ) e nel versante nord-occidentale della catena del Montiferru, una delle zone più suggestive della Sardegna, raggiungibile dalla S.S.131 Carlo Felice, attraverso gli svincoli di Macomer, Abbasanta, Paulilatino e Tramatza.
Il sito è online dal 01/12/2003 
 
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La Flora del Montiferru

La felice posizione geografica del Montiferru, ha permesso la formazione e una diversificazione del manto vegetale.

Le scarse conoscenze in botanica, non impediscono di apprezzare la varietà delle specie presenti di numerose piante. Nel territorio di Santu Lussurgiu si distinguono per importanza e bellezza la pianta dell'agrifoglio,del leccio, del castagno ma soprattutto dell'olivo. Durante lo scorrere delle stagioni la boscaglia regala alcune  specie di funghi commestibili tra i più noti: "s'antunna" ed il "porcino reale"e ancora, l'asparago, le fragole selvatiche il corbezzolo ed il mirto. Per quanto concerne i fiori, le specie che si caratterizzano sono i ciclamini, le rare orchidee selvatiche, le ginestre e le violette.

La copertura vegetale del rilievo varia notevolmente sui diversi versanti. Quasi del tutto assente verso la cima, ove solo resiste la macchia rada di sempreverde tipica delle regioni mediterranee, nelle pendici affacciate sul mare si presenta invece come una bella foresta dove abbonda soprattutto il leccio, sostituita nelle zone  più degradate dall'uomo da una foltissima macchia. Qui domina il corbezzolo, il quale nel tardo autunno si copre di una infinità di bacche che vanno dal giallo-verdastro all'arancione e al rosso cupo. Ma nel cuore degli impervi valloni riprende poi il sopravvento la lecceta nella sua forma più maestosamente arborea.

Sul versante interno, ben più fresco ed umido, la flora è profondamente diversa: ai lecci si sostituiscono le roverelle che, specie nelle zone meno accessibili, presentano dimensioni colossali e chioma perfettamente globosa, data la scarsa densità degli esemplari. Nelle zone disboscate si sono diffusi spessi tappeti di felce  aquilina, che in autunno divengono color rosso rame. Isolati compaiono grandi cespugli, alti anche 5 o 6 metri, di spinoso agrifoglio, i cui tronchi diritti serrati e biancastri contrastano piacevolmente con l'immutabile colorazione verde scura delle foglie pungenti. D'autunno allorchè le bacche diventano rosse assumono una incantevole veste magica. Incantevole il bosco della Madonnina dove assieme all'agrifoglio in un rigoglioso bosco di leccio, roverella, corbezzolo, erica pruno e biancospino, vegeta anche un altro prezioso relitto vegetale: il Tasso. Nelle valli sono poi presenti timo, peonia, erica, teucrio (sono erbe o bassi arbusti aromatici, diffuse in numerose specie nel bacino mediterraneo; le specie più note sono il camedrio e lo scordio.), cisto, armenia e l'asfodelo.

L'interesse floristico del Montiferru non finisce però quì, perchè accanto a belle foreste di sughera vegetano a tratti anche rigogliosi castagneti, fatto davvero insolito e raro in Sardegna. E a ciò si aggiunga che proprio qui vegetano i più ricchi e diffusi popolamenti di belladonna (pianta montana, erbacea, medicinale,  delle solanacee, dalle cui foglie e radici si estrae un succo velenoso, ma efficace contro le secrezioni e gli spasmi delle vie respiratorie e digerenti).sopratutto nel versante settentrionale del massiccio, dove la nota essenza velenosa vive abbondante assieme a piante infestanti come rovo, le clematide che sono un genere di piante erbacee delle ranuncolacee, proprie dei climi temperati; possono essere rampicanti o lianose; molte sono coltivate a scopo ornamentale per i bei fiori, a colori vivaci, privi di corolla ed infine la felce aquilina. Nelle radure , poi, ecco grandi macchioni di rosa selvatica, coperti di fiori delicati in primavera e di bacche sanguigne durante l'autunno. 

 

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