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| La felice posizione geografica del Montiferru, ha permesso la formazione e una diversificazione del manto vegetale. | |
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Le
scarse conoscenze in botanica, non impediscono di apprezzare la varietà delle
specie presenti di numerose piante. Nel territorio di Santu Lussurgiu
si distinguono per importanza e bellezza la pianta dell'agrifoglio,del leccio,
del castagno ma soprattutto dell'olivo. Durante
lo scorrere delle stagioni la boscaglia regala alcune |
specie di funghi commestibili tra i più noti: " s'antunna" ed
il "porcino reale"e ancora, l'asparago,
le fragole selvatiche il corbezzolo ed
il mirto. Per quanto concerne i fiori, le specie che si
caratterizzano sono i ciclamini, le rare orchidee
selvatiche, le ginestre e le violette. |
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La
copertura vegetale del rilievo varia notevolmente sui diversi versanti.
Quasi del tutto assente verso la cima, ove solo resiste la macchia
rada di sempreverde tipica delle regioni mediterranee, nelle pendici
affacciate sul mare si presenta invece come una bella foresta dove
abbonda soprattutto il leccio, sostituita nelle zone |
più degradate dall'uomo da una foltissima
macchia. Quì domina il corbezzolo, il quale nel tardo autunno si
copre di una infinità di bacche che vanno dal giallo-verdastro all'arancione
e al rosso cupo. Ma nel cuore degli impervi valloni riprende poi il sopravvento
la lecceta nella sua forma più maestosamente arborea. |
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Sul
versante interno, ben più fresco ed umido, la flora è profondamente
diversa: ai lecci si sostituiscono le roverelle che, specie nelle zone
meno accessibili, presentano dimensioni colossali e chioma perfettamente
globosa, data la scarsa densità degli esemplari. Nelle zone
disboscate si sono diffusi spessi tappeti di felce |
aquilina, che in autunno divengono
color rosso rame. Isolati compaiono
grandi cespugli, alti anche 5 o 6 metri, di spinoso agrifoglio,
i cui tronchi diritti
serrati e biancastri contrastano piacevolmente con l'immutabile
colorazione verde scura delle foglie pungenti. D'autunno
allorchè le bacche diventano rosse assumono una incantevole
veste magica. Incantevole il bosco della Madonnina dove assieme
all'agrifoglio in un rigoglioso bosco di leccio, roverella, corbezzolo, erica pruno e biancospino,
vegeta anche un altro prezioso relitto vegetale: il Tasso.
Nelle valli sono poi presenti timo, peonia, erica,
teucrio (sono erbe o bassi arbusti aromatici, diffuse
in numerose specie nel bacino mediterraneo; le specie più note
sono il camedrio e lo scordio.), cisto, armenia e l'asfodelo. |
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L'interesse
floristico del Montiferru non finisce però quì, perchè accanto
a belle foreste di sughera vegetano a tratti anche rigogliosi castagneti,
fatto davvero insolito e raro in Sardegna. E a ciò si aggiunga
che proprio quì vegetano i più ricchi e diffusi popolamenti
di belladonna (pianta montana, erbacea, medicinale,
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delle solanacee, dalle cui foglie e radici si
estrae un succo velenoso, ma efficace contro le secrezioni e gli spasmi
delle vie respiratorie e digerenti).sopratutto nel versante settentrionale
del massiccio, dove la nota essenza velenosa vive abbondante assieme
a piante infestanti come rovo, le clematide che
sono un genere di piante erbacee delle ranuncolacee, proprie dei climi
temperati; possono essere rampicanti o lianose; molte sono coltivate
a scopo ornamentale per i bei fiori, a colori vivaci, privi di corolla
ed infine la felce aquilina. Nelle radure , poi, ecco
grandi macchioni di rosa selvatica, coperti di fiori
delicati in primavera e di bacche sanguigne durante l'autunno. |