Il protagonista principale in alcune manifestazioni lussurgesi è il cavallo.
Il Carnevale
La parola Carnevale significa "togliere la carne" e in origine si riferiva al solo giorno prima dell'inizio della Quaresima, periodo di penitenza, digiuno e rinuncia.
Prima dell'inizio del periodo quaresimale era quindi tradizione preparare banchetti con libagioni a base di carne (valeva per chi se lo poteva permettere naturalmente), per poi affrontare un periodo di astinenza e preghiera. Ma le origini del carnevale vanno ricercate in antichi riti legati al rapporto tra uomo e terra, nel periodo in cui i lavori della terra subivano un arresto la vita sociale si intensificava. L'uso della maschera che ride era legato alla credenza, che la risata, anche se non reale, allontanasse gli spiriti maligni e che con il volto coperto l'uomo, non più legato alla propria umanità, potesse lasciarsi andare ad atti e comportamenti solitamente inusuali o mal tollerati. Successivamente, con la diffusione della religione cristiana, prima, e cattolica, poi, il Carnevale ha assunto il significato di inizio ufficiale delle celebrazioni quaresimali. Di qui la ricerca del divertimento, col periodo di Carnevale, che segue immediatamente il periodo di Natale. Il culmine delle celebrazioni carnevalesche viene raggiunto il martedì che precede l'inizio della Quaresima (Martedì Grasso), fanno eccezione le zone ove si segue il cosiddetto Rito Ambrosiano, introdotto da S. Ambrogio, dove il carnevale si conclude il sabato che precede la prima domenica di Quaresima (in particolare Milano). Al carnevale segue un periodo sacro di quaranta giorni, in preparazione della solennità della Pasqua, che nella liturgia prende il nome di Quaresima ed inizia con il Mercoledì delle Ceneri. La Quaresima dura 40 giorni e la tradizione popolare antica voleva austerità e privazione da ogni divertimento.
Sa Carrela 'e nanti (La strada davanti)
Veloci, eleganti e spericolati, abili cavalieri rinnovano ogni anno l’antica tradizione nella stretta via Roma. Durante gli ultimi tre giorni di Carnevale, ha luogo a Santu Lussurgiu Sa Carrela 'e nanti" è una delle esibizioni a cavallo fra le  più spericolate, si svolgono dentro il paese e l'elemento che caratterizza la corsa de "Sa Carrela " sono le pariglie. Esperti cavallerizzi, preparati di tutto punto, si lanciano  in pariglie a due e
talvolta a tre, al galoppo, lungo un percorso sterrato, tra curve,  restringimenti e con decine di persone, incuranti del pericolo, assiepate nel percorso. I cavalieri in questi tre giorni fanno a gara per mettere in mostra la loro abilità e la bellezza dei loro cavalli, strigliati al punto giusto per l'occasione. In passato, al lunedì, si correva "sa pudda" ed il cavaliere al galoppo doveva colpire con un bastone una gallina  VIVA che penzolava da una corda; oggi, per fortuna, questa raccapricciante e crudele cerimonia è stata soppressa e la gallina l'hanno sostituita con un pupazzo di stoffa.Unite o disunite, "sas parezas" (le pariglie) fanno spettacolo. Veloci, eleganti e in ogni caso spericolate. Per quasi tre ore, ogni anno,rinnovano l’antica tradizione .
Acclamati da due ali di folla, per nulla intimorita dalla vicinanza con i cavalli. Gli eroi per un giorno, per tutta la sera, tengono tutti con il fiato sospeso.Danno come sempre dimostrazione di coraggio, ma soprattutto di balentia, di valore.Si comincia alle tre del pomeriggio e il percorso di via
Roma ancora è semivuoto. Silenzioso. Qualcuno comincia a prendere posto nelle tribune. Altri cominciano il proprio giro tra le case del centro. Dove i bicchierini di fil’e ferru sono già colmi e i vassoi di dolcetti sono ancora pieni. Nel frattempo a s’iscappadrorzu (luogo dove comincia la corsa) arrivano le prime pariglie, già pronte a lanciarsi al galoppo. La gente in poco tempo invade ogni angolo de sa carrela: le piazzette, gli ingressi delle case e persino i balconi. Ogni anno i colori e la fantasia dei costumi è particolarmente varia. Se qualcuno ha deciso di indossare il tradizionale abito sardo, molti altri si sbizzarriscono: dai classici indiani ai gendarmi francesi, dai messicani agli zorro. Il tempo, non spaventa nessuno: la tradizione si ripete alla stessa maniera, ogni anno, anche sotto la pioggia e la neve.
Cantigos in Carrela (Canti in strada)
Sos Cantigos in Carrela precede Sa Carrela 'e nanti, manifestazione itinerante per le vie del centro storico di Santulussurgiu che vede l’esibizione di cori tradizionali sardi e non, oltre a “Su concordu lussurzesu”.Tutti i cori folk si esibiscono in costume tipico e cantano per le vie del paese, fermandosi in tappe prestabilite dove si possono degustare i dolci tipici di carnevale. La manifestazione nasce dall'idea di riprendere l'antica
usanza di cantare nei vari rioni ( carrelas ) sia dedicando canzoni alle ragazze del posto oppure in occasioni di feste paesane, in questo caso il Carnevale.L'unione dei cori suddetti, che viene da una consolidata amicizia di anni, vuole conservare e far conoscere a tutti la manifestazione folkloristica " Cantigos in sas carrelas ".Ogni anno tutti i cori si radunano nei rispettivi paesi per animare le varie piazze con canti e balli e ogni "carrela" prepara una tavolata di piatti tipici del posto.
La Settimana Santa
Verso la fine del V secolo, la chiesa introduce una innovazione nella celebrazione della Quaresima: il periodo quaresimale non inizia più alla domenica, ma al mercoledì, con l'imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli in segno di penitenza e contrizione per le intemperanze carnevalesche. Il Mercoledì delle Ceneri è il primo giorno della
Quaresima, secondo il rito romano (in opposizione a quello ambrosiano in cui la Quaresima ancora oggi ha inizio la domenica successiva). Il Mercoledì delle Ceneri si celebra 46 giorni prima della Pasqua, è giorno di astinenza e digiuno, anche se questa parte del rito è sempre meno praticata. Apre i riti della settimana santa la Domenica delle Palme. La palma è da sempre considerata nel mondo cristiano simbolo di pace e tale è anche per la gente di Santu Lussurgiu che ne avverte tutto il simbolismo profondo.
Di buona mattina le chiese sono affollate di fedeli che vanno a rifornirsi dei ramoscelli di olivo benedetto, che dispenseranno poi ad amici e parenti.Nella Domenica delle Palme si ricorda l'ingresso trionfale di Gesù nella città di Gerusalemme sei giorni prima della Sua Passione Il lunedì si ricorda l'invocazione di Gesù
nell'orto degli ulivi.Il martedì si rievoca la lavanda dei piedi agli apostoli per rinnovare la memoria di quell'atto di umiltà con cui Gesù Cristo li lavò ai suoi apostoli Altri atti della Passione, come la flagellazione e la coronazione di spine, vengono rievocati il mercoledì. Il giovedì santo è il giorno in cui la Chiesa, ricordando l'Ultima Cena di Gesù, celebra l'istituzione dell'Eucaristia.Tra i riti della Settimana Santa la giornata del venerdì è la più intensa e toccante perché si ricorda la passione e morte di Cristo, adorando la Croce.
La Settimana Santa a Santu Lussurgiu è molto sentita per l'intensità con cui vengono vissuti i momenti de "s'Incravamentu" e de "s'Iscravamentu" resi più emozionanti dalla raffigurazione scenica e dalle toccanti note del Miserere e de Sa Novena, intonate da "su Concordu 'e su Rosariu". L'esecuzione dei canti è oggi praticata in pochi centri della Sardegna ed è principalmente legata ai riti della Settimana Santa
nelle funzioni che accompagnano alle sacre rappresentazioni della Flagellazione, Crocifissione, Deposizione e alle processioni che precedono e seguono tali momenti. A Santu Lussurgiu i Frati Minori Osservanti costruirono nel 1473 un loro convento con annessa la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e nel 1605 diedero vita alla Confraternita del Santo Rosario.Questo sodalizio ebbe sin dall'inizio, il compito di organizzare nel paese le rappresentazioni della Settimana Santa, incarico che ha adempiuto incessantemente attraverso i secoli.
Altre manifestazioni, delle quali parlo ampiamente nelle loro sezioni, sono:
Nel mese di Giugno iniziano le celebrazioni a carattere religioso e come in molti altri paesi della Sardegna accanto ai riti cristiani e cattolici si ripetono usanze e tradizioni che portano le tracce dell'antico retaggio pagano, le Ardie
guardia. Santu Lussurgiu ne conserva ancora due: quella per il Sacro Cuore di Gesù (giugno-luglio) e il 21 agosto per il Patrono del paese San Lussorio, ma in passato dovevano essere più numerose. (vedi La Sagra di San Lussorio).
Negli ultimi anni ad opera della Pia Società di San Leonardo è stata ripresa anche la scorta a cavallo per la processione in onore del Santo,che viene trasferito da Santu Lussurgiu alla Chiesa romanico-pisana della borgata omonima su un carro a buoi. (vedi San Leonardo).