La Sagra di San Lussorio
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Il grosso paese appare all'improvviso, adagiato in una profonda conca al riparo dei venti a 500 m. d'altitudine. Fa parte del Montiferru e si sviluppa all'interno di un cratere di origine vulcanica, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, s'incrociano nel centro storico conservando ancora l'acciottolato.
Santu Lussurgiu si trova nella parte centro-occidentale della Sardegna ( Prov. di Oristano ) e nel versante nord-occidentale della catena del Montiferru, una delle zone più suggestive della Sardegna, raggiungibile dalla S.S.131 Carlo Felice, attraverso gli svincoli di Macomer, Abbasanta, Paulilatino e Tramatza.
Il sito è online dal 01/12/2003 
 
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La sagra di San Lussorio
La Storia del Santo Il Cavallo Sos Gosos

 

Sempre in grado di attirare migliaia di turisti, le feste e le sagre della Sardegna sopravvivono immutate nel tempo. La storia e la cultura dell'isola si mescolano da una parte con la rievocazione di antiche ritualità e ancestrali superstizioni, dall'altra con motivi di fede.
Suggestive processioni in costume, musiche e balli tradizionali, degustazione di prodotti tipici, gare di poesia e coraggio. Uno spettacolo in cui il sacro e il profano si fondono.
Il folklore è espressione tipica dell'anima popolare, e perciò intimamente connesso con il ricordo tenace di eventi storici, rielaborati in vario modo dalla fantasia del popolo e con la religione che è un'esigenza dello spirito umano.

Come in molti altri paesi della Sardegna, anche  a Santu Lussurgiu in occasioni delle feste religiose, accanto ai riti cristiani e cattolici, si ripetono usanze e tradizioni che portano le tracce dell'antico retaggio pagano. L'Ardia (dai termine "bardiare" ovvero, fare la guardia), dedicata al Martire Guerriero il cui significato simbolico si perde nella notte dei tempi, rappresenta ai giorni nostri la vittoria del  Cristianesimo sulle forze pagane, e ha inizio con la consegna, da parte del parroco del paese, dei tre stendardi benedetti ai tre cavalieri prescelti, coloro che, rappresentanti le forze del bene, dovranno guidare la corsa.

I festeggiamenti e i riti in onore di   S. Lussorio, hanno inizio con il novenario, cioè nove  giorni prima della festa, che si svolge  il  21 Agosto. Manifestazione  importante e  intensa nel paese in grado di attirare  ogni anno molti  curiosi. La prima scena della festa ha come teatro il piazzale  della chiesa parrocchiale. La sera del 20, dopo la novena, è il parroco della chiesa a consegnare “ Sas Bannelas”  (le bandiere) al Priore al vice Priore e alla Guardia ausiliaria che nella corsa rappresentano  i difensori della cristianità. Essi sono investiti di questo grandissimo onore con la consegna delle  Bannelas. Il rituale, inalterato nel corso dei secoli, è suggestivo ed avvincente, l’emozione di tutti, partecipanti e spettatori è altissima. Il gruppo dei cavalieri in groppa ai loro cavalli  tra  gli spari assordanti dei " coettes" ( fuochi d’artificio)  danno inizio ai giri rituali intorno alla chiesa parrocchiale per poi risalire al galoppo su per le vie scoscese del paese e raggiungere   " S'eligheddu (luogo dove sono poste le tre croci Trad.:Elighe = Leccio, Eligheddu = Eliceto ) situato  in cima all’abitato. 

Con ritmo cadenzato ripropongono gli avvicendamenti, questa volta intorno  ai simboli che rappresentano la cristianità; tutto si consuma nel giro di pochi minuti. Dopo di che ha inizio il rientro dei cavalieri all’abitazione del priore per i festeggiamenti e per consumare abbondanti libagioni. 
Il giorno 21, ultime ventiquattrore di festa, la mattina alle ore 10.30, prima della celebrazione della messa i cavalieri  ricalcano il rituale, quello del giorno precedente. La sera, al crepuscolo, dopo la Santa Messa ha inizio la processione che si snoda per le vie del centro storico, con in testa al corteo i cavalieri de “S’Ardia di San Lussorio”, seguiti da alcuni gruppi folkloristici dei paesi invitati a partecipare alla Sagra, dietro,  il simulacro del Santo  Martire  e  a seguire i fedeli. 

La processione si conclude dopo   aver fatto alcune tappe lungo il cammino sostando per le vie del paese. Subito dopo, la statua di San Lussorio  viene riportata in chiesa e collocata  nella sua cappella.
Il priore a questo punto riconsegna al parroco  le tre “Bannelas.

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