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Santu Lussurgiu 
Il grosso paese appare all'improvviso, adagiato in una profonda conca al riparo dei venti a 500 m. d'altitudine. Fa parte del Montiferru e si sviluppa all'interno di un cratere di origine vulcanica, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, s'incrociano nel centro storico conservando ancora l'acciottolato.

Le vecchie case, in parte ristrutturate, in parte abbandonate, hanno sapore di antico. Un paese caratteristico che offre all'ospite una splendida visuale, tanto verde, fresche fontane e aria benefica. La vallata che circonda il paese č cinta da castagneti, lecci e ulivi e da macchia mediterranea. Le zone alte, invece, sono prive di vegetazione ed č facile percorrere a piedi i numerosi sentieri che la attraversano. A circa 6 km dall'abitato di S.Lussurgiu si trova la borgata di San Leonardo di "Siete Fuentes" cosė chiamata per le sue Sette Fontane. E' un luogo di villeggiatura per chi ama sopra tutto, la pace, e vuol rinfrancare corpo e spirito, respirando aria di  montagna.

In origine il paese era attraversato da un torrente alimentato dalle sorgenti di S'ena 'e s'alinu e su Sauccu, lo si vedeva scorrere in superfice fino agli anni trenta, quando fu abbattuto il convento dei frati per far posto all'edificio delle scuole elementari. Nelle rive del torrente vennero costruite le case più antiche, le une addossate alle altre. Sempre in prossimità del fiume venivano realizzati i mulini ad acqua e le concerie. Le case sono alte e strette, l'ingresso in terra battuta o in ciottolato, veniva utilizzato come deposito, cantina o anche stalla. Al piano superiore si accedeva con una scala di legno stabile, al primo piano erano sistemate le camere da letto con pavimento in legno di castagno e all'ultimo piano la cucina. Il forno era costruito in un angolo e in posizione lievemente laterale, il caminetto.Tra il tetto e la cucina si apriva un solaio al quale si accedeva con una scala di legno mobile, una parete di canne intrecciate chiudeva il soppalco nel quale si coservavano derrate alimentari. Nella cucina si snodavano da secoli i ritmi della vita, scanditi dall'operosità delle donne che all'alba davano inizio ai lavori pesanti del quotidiano.

 

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Popolazione agropastorale da sempre, i prenuragici vivevano, organizzati in piccole comunità, in villaggi di capanne, ma anche in ripari sottoroccia, sistemati a difesa dall'alto in una posizione dominante. Praticavano la caccia e raccoglievano i frutti della terra....[continua ]
 
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